Addio al “re” del cemento, l’Umbria piange Giovanni Colaiacovo

Assieme ai fratelli Pasquale, Franco e Carlo ha fondato il gruppo Colacem, con stabilimenti in Italia e all’estero. Il “Presidente” è morto a 85 anni, il ricordo: lavoro e impegno erano i suoi fondamentali valori

Giovanni Colaiacovo

Giovanni Colaiacovo, presidente di Colacem spa, è venuto a mancare ieri pomeriggio – 29 aprile - all’età di 85 anni. Insieme ai suo fratelli Pasquale, Franco e Carlo ha costruito negli anni un gruppo attivo nel settore del cemento in Italia e in altri Paesi del mondo (Tunisia, Repubblica Dominicana, Albania, Haiti, Spagna, Giamaica), del calcestruzzo in Italia e poi ancora nei trasporti, nelle strutture alberghiere e turistiche, nell’editoria televisiva, nel brokeraggio assicurativo, nello sport con l’autodromo di Misano Adriatico.

“È stato un imprenditore – dice una nota diffusa dal gruppo Colacem - che ha saputo interpretare con grande coraggio e capacità i mercati, intuendone le esigenze e favorendone i cambiamenti. Insieme ai fratelli ha creato un sodalizio che ha portato una piccola azienda di Gubbio a diventare un importante player dell’industria nazionale e poi internazionale. Pur concentrato nei numerosi impegni di lavoro, ha mantenuto sempre vivo un legame profondo con Gubbio, la sua amata città, con la comunità eugubina e le sue tradizioni, a cominciare dalla Festa dei Ceri che viveva con grande passione. Ha supportato numerose iniziative culturali e sociali, mostrando sensibilità nei confronti di chi aveva più bisogno”.

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I collaboratori lo ricordano come il “Presidente” gentile e disponibile con tutti, a prescindere dal ruolo ricoperto. “Eravamo la sua famiglia. Il lavoro e l’impegno erano i suoi fondamentali valori, interpretati con etica e responsabilità. Aveva così a cuore l’arte e il bello da aver saputo trasformare i vari stabilimenti per la produzione del cemento, curati fin nei minimi particolari, in grandi parchi verdi. Ricopriva con autorevolezza un ruolo di forte riferimento in azienda, ma allo stesso tempo amava stare tra la gente e ascoltarla, senza dimenticare nessuno. Era presente nei territori dove l’azienda opera, incontrava persone e rappresentanti istituzionali, con la sua innata capacità di tessere buone relazioni. Lo ringraziamo per tutto quanto ha fatto per l’azienda, per quello che ha costruito e ci ha lasciato come insegnamento. Un forte abbraccio pieno d’affetto Presidente”. 

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