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Acque “avvelenate” al Sii di Terni: scontro sulla votazione, Palazzo Spada impugna i verbali

La lista presentata dal Comune ottiene la maggioranza dei presenti ma il presidente uscente, Carlo Orsini, non ritiene valido l’esito. Il vicesindaco Riccardo Corridore: “Interpretazione di parte, che non trova alcun riscontro nelle regole”. La replica: nessuna illegittimità

Nuovo capitolo nella “saga” per il rinnovo del consiglio di amministrazione del Servizio idrico integrato di Terni. Il risultato è l’ennesima fumata nera con strascico polemico e possibili risvolti a suon di carte bollate.

L’assemblea di ieri mattina, 31 gennaio, era stata anticipata da una nota con cui gli amministratori del Partito democratico della provincia di Terni che aveva anticipato la volontà dei sindaci di centrosinistra di non partecipare alla votazione. “La gestione amministrativa del Sii – spiegava la nota dem - necessita di competenza, rappresentatività territoriale e soprattutto di unità di intenti, nell’interesse di famiglie e imprese. La situazione, invece, ha assunto sempre più una connotazione politica, dimenticando altresì i veri obiettivi da perseguire. Una querelle a cui il Pd non intende partecipare oltre”.

Come promesso, alla riunione di questa mattina è stata dunque presentata la lista dei candidati presentata dal Comune di Terni che ha ottenuto il consenso anche da parte del Comune di Lugnano in Teverina (il cui sindaco, Gianluca Filiberti, è da qualche mese passato nella fila di Alternativa popolare) e incassando dunque la “maggioranza dei votanti” che avrebbe dovuto garantire l’elezione nel cda dei cinque rappresentanti indicati da Palazzo Spada.

A questo punto, il colpo di scena. Che il vicesindaco di Terni, Riccardo Corridore, bolla come “una grave illegittimità” da parte del presidente uscente del Sii, Carlo Orsini, “che penalizza pesantemente la volontà del Comune di Terni, di gran lunga il comune più rappresentativo dell’assemblea”.

“A fronte di una chiara e netta volontà dell’assemblea – spiega Corridore - il presidente Orsini ha ritenuto non valida la votazione in quanto non sarebbe stata raggiunta la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Si tratta di una interpretazione di parte, che non trova alcun riscontro nelle regole. L’articolo 11 dello statuto prevede, infatti, che il cda debba essere eletto a maggioranza dei soci pubblici senza richiamare maggioranze qualificate. L’articolo 10 dello statuto, inoltre, prevede che per la convocazione ordinaria della assemblea, la semplice maggioranza. Cosa accaduta”.

“Il Comune di Terni impugnerà in ogni sede l’illegittima decisione del presidente Carlo Orsini, espressione della destra, che così facendo oltretutto si è mantenuto in carica. Abbiamo richiesto l’invio del verbale alle autorità con competenze penali e amministrative per una valutazione in merito. Proseguiremo in ogni contesto la battaglia amministrativa e politica, perché i diritti della città di Terni all’interno del Sii siano rappresentanti in maniera adeguata e consona a un comune capoluogo di 110mila abitanti”.

“Apprendo di giudizi frettolosi e sinceramente sconcertanti da parte del vicesindaco del Comune di Terni in merito a quanto accaduto durante i lavori dell’assemblea del Sii – è la replica del presidente Carlo Orsini - Premetto che l’attuale cda si trova suo malgrado in prorogatio da oltre 9 mesi non di certo per propria scelta e volontà, ma in conseguenza della lunga fase di stallo da parte dei comuni soci del Sii (Terni in primis avendo la quota sociale più cospicua) che per l’appunto ad oggi non hanno ancora trovato una quadra per il rinnovo degli organi sociali. L’attuale cda, potendo altresì contare su di una forte e organizzata struttura, protrae il proprio lavoro garantendo la continuità aziendale e assicurando ai cittadini l’erogazione di tutti i servizi in gestione”.

“Quanto agli esiti della votazione in assemblea – rileva Orsini - preciso di aver esclusivamente applicato le norme statutarie anche con il conforto del collegio sindacale. Per chi avesse voglia di entrare nel tecnicismo, ricordo che l’articolo 11 dello statuto, citato anche dal vicesindaco del Comune di Terni, stabilisce che cinque membri sono nominati dagli enti pubblici locali ai sensi dell’art.2449 c.c. con decisione presa a maggioranza da determinarsi in base alla percentuale di capitale da ciascun ente locale posseduta… I nomi presentati dal Comune di Terni non hanno ottenuto la suddetta maggioranza e pertanto non si è potuti procedere alla relativa nomina”.

“Si può certamente dissentire da tale interpretazione attivando, se del caso, le procedure previste per legge. Mai dovrà essere messa in dubbio l’onestà e la correttezza con le quali svolgo il mio ruolo di presidente, portando avanti tutte le attività per il bene dell’azienda e del territorio in cui opera”.

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