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“Poveri” ragazzi, scuola a rischio per quattordicimila minori ternani: ecco “New generation community”

Via al progetto contro la dispersione scolastica coordinato dal Cesvol che coinvolge associazioni, scuole, fondazioni ed enti locali. Le iniziative saranno destinate a mille famiglie

Sedici associazioni, 3 cooperative sociali, due fondazioni, un’azienda pubblica di servizi alla persona, 13 istituti scolastici, 6 enti locali, un ente no profit, il carcere di Terni e l’università degli studi di Perugia. Un “esercito” che sotto la bandiera della “New generation community” cerca di salvare quattordicimila ragazzini ternani dalla povertà educativa, dalla emarginazione, dalla dispersione scolastica.

Il progetto, coordinato da Cesvol Umbria – sede di Terni – si rivolge a mille famiglie delle tre zone sociali di Terni (10, 11 e 12) ed ha l’obiettivo di “promuovere il benessere e la crescita armonica dei minori nella fascia di età 5-14 anni, in particolare di quelli a rischio o in situazione di vulnerabilità, con interventi volti a prevenire la dispersione scolastica, ad arricchire di contenuti e di esperienze i processi di insegnamento-apprendimento, a sviluppare competenze sociali, relazionali e cognitive, ad aumentare la motivazione e l’interesse dei minori verso la scuola”.

Selezionato da “Con i bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, il progetto – presentato oggi, 30 settembre, nella sede della Provincia di Terni, ha l’obiettivo di “costruire e sperimentare un modello innovativo di welfare comunitario in contesti territoriali fortemente svantaggiati e diversificati, incentrato sulla costruzione di un sistema integrato di comunità educanti capace di proporre un programma di interventi e di attività  che coinvolga le istituzioni scolastiche, gli enti locali, le famiglie e le organizzazioni del terzo settore”.

Le “ferite” da curare sono il rischio di abbandono scolastico e di esclusione per povertà, disturbi dell’apprendimento, disabilità, per situazioni familiari delicate seguite dai servizi sociali o per le difficoltà legate al fatto di essere immigrati di prima e seconda generazione.

Tra le attività scolastiche ed extrascolastiche, alcune già iniziate, ci sono laboratori fonologici e sui sentimenti, letture inclusive, percorsi di cittadinanza attiva e di rigenerazione urbana ma anche una web serie sui diritti umani.

“Coinvolgere e allargare la comunità educante - ha detto Silvia Camillucci, coordinatrice del Cesvol - per noi significa costruire una comunità solidale e competente, significa tessere reti di relazioni e di collaborazioni a partire da una visione in cui l’educazione, l’istruzione, la partecipazione alla vita sociale, l’inclusione e l’intercultura, il miglioramento e la cura dell’ambiente, la lotta contro la marginalizzazione diventano ambiti di lavoro che consolidano le condizioni per cui la dispersione e la demotivazione allo studio possa essere affrontata non come somma di casi, ma come problema sociale e scolastico locale rafforzando il ruolo centrale delle scuole nelle diverse comunità territoriali”.

Al workshop di avvio del progetto hanno preso parte Giampiero Lattanzi, presidente della Provincia di Terni, Giancarlo Billi, presidente del Cesvol Umbria, Lorenzo Gianfelice, vice presidente del Cesvol  Umbria, Sabina Curti, del dipartimento di filosofia, scienze sociali, umane e della formazione dell’università di Perugia, coordinatrice dei tavoli permanenti sulle povertà educative, e Cristina Montesi, del dipartimento di economia dell’università di Perugia, polo didattico di Terni, che ha tracciato il quadro sulla povertà minorile ed educativa.

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