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Pugni e calci ad un disabile per rapinarlo, due in manette: il video dell’aggressione

Il fatto si è verificato lo scorso 4 dicembre, così i carabinieri sono risaliti ai responsabile del colpo. Si tratta di una ragazza di vent’anni e di un quarantenne. L’uomo era sceso sotto casa per buttare la spazzatura ed è stato aggredito

 

Pugni, calci, minacce per rapinarlo. Due persone finiscono in manette con l’aggravante di essersi accaniti contro una persona disabile. Lo hanno aggredito alle spalle, approfittando del fatto che l’uomo, classe ’69, si muove a fatica. I responsabili del colpo sono stati incastrati dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza e “traditi” dagli abiti indossati durante il colpo.

Le indagini sono state portate a termine dai carabinieri di Terni che nella serata del 5 gennaio hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Terni a carico di una donna italiana, A.M. classe 2000, e di un uomo tunisino, N.R. classe ’78, ritenuti entrambi responsabili di rapina aggravata avvenuta presso l’androne condominiale del civico 35 di via porta San Giovanni, a Terni, nel pomeriggio del 4 dicembre scorso.

In base alla ricostruzione degli inquirenti, con molta fatica appoggiandosi ad un carrellino, il cinquantunenne era sceso in strada dalla sua abitazione per gettare la spazzatura ma, poco prima di rincasare, era stato colto alle spalle dall’uomo e dalla donna che lo avevano afferrato violentemente e gettato in terra. Dopo avergli chiuso la bocca con una mano, i due lo hanno percosso violentemente con calci e pugni per non farlo dimenare e riuscire infine a sfilargli il portafoglio dalla tasca, contenente documenti, il bancomat e la somma di 160 euro.

Con molta fatica, vista la patologia sofferta, l’uomo riusciva a rimettersi sulle proprie gambe e a far rientro in casa da dove riusciva ad avvisare i parenti. Nel giro di pochi minuti venivano allertati i carabinieri che hanno così avviato le difficili indagini. L’uomo, molto scosso, con difficoltà ha ripercorso i fatti senza però riuscire a collocare nel tempo quanto accaduto.

Fortunatamente, il condominio è dotato di un impianto di videosorveglianza; la visione delle registrazioni delle ore precedenti consentiva ai carabinieri di individuare i fotogrammi dell’azione delittuosa, avvenuta alle 16.15 circa, ben due ore prima di quanto riuscisse a ricordare l’uomo. Nei frame, seppure camuffata dalla mascherina protettiva, i carabinieri sono riusciti a riconoscere senza alcun dubbio la figura della donna, già nota per altri fatti legati al mondo delle sostanze stupefacenti, nonché quella dell’uomo, il tunisino, che indossava gli stessi pantaloni – caratterizzati da strappi e scoloriture - già indossati in occasione di altri crimini.

Ad ulteriore conferma dell’identificazione della donna, i militari hanno individuato altri fotogrammi che la ritraevano il 2 dicembre, due giorni prima della rapina, quando era stata convocata presso la caserma di via Radice per altra attività di polizia e, in quel frangente, indossava le stesse scarpe, lo stesso zaino e lo stesso giubbino di colore rosa. Ancora, il giorno della rapina, poche ore dopo i fatti, la donna si era presentata in questura per apporre la firma di controllo, poiché sottoposta alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, indossando gli stessi indumenti seppur con il giubbino risvoltato.

Nel corso della perquisizione presso l’abitazione della donna, i militari hanno anche sorpreso l’uomo che cercava di nascondersi tra lenzuola e coperte all’interno del letto contenitore. Il tunisino è stato condotto presso il carcere di Sabbione, mentre la donna, madre di una bambina piccola, è agli arresti domiciliari.

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