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Narni, delegazione narnese al convegno nazionale organizzato dall'Aiph: “Una preziosa risorsa per la coesione sociale”

Al convegno erano presenti Francesca Agostini, Consigliera comunale con delega alle Politiche di genere, Simona Buscella, Presidente dell’Associazione Città di Narni e Silvia Imperi, drammaturga

Nei giorni scorsi Firenze ha ospitato il quinto convegno nazionale dell’Aiph (Associazione Italiana Public History). La prestigiosa associazione è costituita da storici che operano nelle istituzioni culturali, nei musei, negli archivi, nelle biblioteche, nei media, nell’industria culturale e del turismo. Ma anche nelle scuole, nel volontariato culturale e di promozione sociale e in tutti gli ambiti nei quali la conoscenza del passato sia richiesta per lavorare con e per pubblici diversi. Al convegno era presente anche una delegazione narnese, composta da Francesca Agostini, Consigliera comunale con delega alle Politiche di genere, Simona Buscella, Presidente dell’Associazione Città di Narni e Silvia Imperi, drammaturga. L'associazione Public History viene descritta come "una preziosa risorsa per la coesione sociale, favorendo la comprensione e l’incontro fra persone di differente provenienza, di generazioni diverse e con memorie talvolta contrastanti, promuove lo sviluppo economico in settori strategici nel nostro Paese, in particolare nell’ambito dell’industria e del turismo culturale, operando per la tutela e la valorizzazione del nostro straordinario patrimonio culturale".

In questo fervente contesto, sono stati ospitati numerosi 'panel'. Narni ha ottenuto una collocazione in quello dedicato al tema della drammaturgia di genere, grazie ad un lavoro svolto sul Beata Lucia. "Abbiamo presentato - spiega Francesca Francesca Agostini - l’esperienza di trasposizione della ricerca storica negli archivi dell’Istituto, in azione drammaturgica, progetto del quale è colonna portante, la storica Carla Arconte. Il racconto ha descritto un percorso unico e interessante, che era iniziato con il corso di Metodologia della ricerca storica in prospettiva di genere, organizzato dal Comune di Narni e dall’Associazione città di Narni, seguito poi dalla costituzione di un gruppo di lavoro che ha svolto una ricerca d’archivio, presso il deposito storico dell’Istituto Beata Lucia. Dalla raccolta dei dati - continua la consigliera comunale -, dai momenti di confronto e dal raffronto con la principale bibliografia sul tema dell’assistenza all’infanzia abbandonata, nell’Italia moderna e contemporanea, è nato un testo, che arricchisce la conoscenza del tema e restituisce la memoria di una grande esperienza territoriale, fatta di rapporti tra madri naturali e figli illegittimi, di relazioni di custodia tra nutrici e lattanti, tra famiglie contadine e infanzia a loro affidata, tra istituzione e comunità.

Su questo sì è pensato di sviluppare un progetto di drammaturgia, capace di divulgarne la memoria. Il racconto storico è divenuto prima laboratorio di scrittura e spazio di dialogo sui temi del femminile, poi laboratorio teatrale.  Per la trasposizione teatrale, si è scelto quindi di raccontare lo spaccato di una qualunque giornata al Beata Lucia, a cavallo tra le due guerre. Il progetto poi si è ulteriormente trasformato per diventare una sorta di documentario, registrato a teatro. Tutto questo percorso - ha concluso Francesca Agostini -, ha fatto nascere una vera e propria compagnia amatoriale stabile a Narni: 'Le pranzarole', che sta traslando in chiave teatrale, una nuova ricerca storica sulla vita delle maestre rurali nell'area narnese negli anni cinquanta del Novecento. L’esperienza di Narni è stata accolta con grande interesse ed un certo entusiasmo, vedendo riconosciuto un ruolo importante e di indirizzo, nella ricerca storica in prospettiva di genere".

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