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“A Narni manca un’area di sosta per camper: così il turismo anziché agevolarlo, lo danneggiamo”

Intervento di Cecilia Cari: “Accogliere i camperisti significa anche riuscire ad anticipare e prolungare la stagione turistica e aiutare il territorio”

A Narni manca un’area sosta attrezzata riservata ai camper. A ricordarlo è Cecilia Cari (gruppo misto). “Sono tantissimi anni che questa lacuna deve essere colmata - afferma la Cari - ma ad oggi nessuna giunta si è occupata della questione. Nemmeno la recente brutta figura fatta in occasione della Corsa all'Anello con decine di camperisti, è servita a far riflettere i nostri amministratori. In questo modo il turismo, anziché agevolarlo, lo si danneggia perché i turisti in camper preferiranno altre mete e si terranno ben lontani da Narni”.

“Eppure, non si tratterebbe di fare un investimento milionario. Basterebbe individuare un’area, creare delle piazzole, allestire un sistema di controllo e sorveglianza, dotarla di zone di scarico delle acque reflue e di colonnine per l’allacciamento alla corrente elettrica. Oggi il flusso turistico ha numeri cospicui ed è fondamentale non farsi trovare impreparati. Occorre dunque investire per mettere a disposizione un’accoglienza adeguata e capillare, per attrarre camperisti e caravanisti”.

“Secondo un'indagine ufficiale Turismo - osserva la Cari - un equipaggio di camperisti spende fino a 200 euro al giorno, una buona parte dei quali è destinata ai servizi di ristorazione, alla cultura ed alle spese dedicate alla sosta. I camperisti sono ben disposti a pagare il giusto per sostare in un’area camper ben tenuta e sicura, dotata di tutto il necessario per vivere una vacanza in tranquillità e comfort. Un’area di sosta può contribuire anche ad amplificare il successo di eventi come sagre e feste tipiche. I camperisti amano conoscere le tradizioni dei luoghi in cui fanno tappa e se ad accoglierli trovano un’area ben organizzata, è probabile che si fermino due giorni anziché poche ore, usufruendo delle varie proposte offerte dal territorio. È senza dubbio un turismo di libertà che si vive tutto l'anno, non solo in alta stagione. Si stima che l’utilizzo medio annuale del camper sia di 79 giorni”.

“Accogliere i camperisti dunque, significa anche riuscire ad anticipare e prolungare la stagione turistica. Si può così aiutare il territorio e beneficiare di un turismo che non ama la folla, ma preferisce visitare anche le cosiddette mete turistiche minori. Si potrebbero coinvolgere - suggerisce la consigliera di opposizione - anche le aziende private che utilizzano il proprio parcheggio per offrire la sosta notturna ai camper gratuitamente, con un piccolo contributo. Lo stesso servizio potrebbe essere proposto da ristoranti, cantine vitivinicole, fattorie e agriturismi. Avere la possibilità di dislocare in modo diffuso sul territorio, consente ai turisti in camper di favorire imprese private meno inserite nei circuiti turistici. Oggi il parco circolante di camper è aumentato di quasi il 25%. Il ‘camper style’, sta diventando sempre più di tendenza ed i valori che interpretano sono valori sempre più condivisi: la libertà di partire quando si vuole, la voglia di vivere a contatto con la natura, la curiosità di esplorare posti nuovi, il ritorno ad una dimensione umana più genuina, la voglia di portarsi sempre dietro il proprio animale domestico. Oggi, grazie all’ampia rete costruita nel tempo con i principali player nazionali e internazionali, non bisogna fare altro che mettersi in coda. Insomma non c’è più tempo da perdere”.

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