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“Pensavo fosse un lavoro… E invece era uno stage”. E pagato anche poco

Ragazza ternana risponde ad un annuncio di una azienda perugina. L’offerta: 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana a 400 euro al mese. La responsabile: sono anche troppi. E lei rinuncia

Al posto suo, che cosa avreste fatto? Ecco la storia. Una ragazza ternana risponde ad un annuncio di lavoro di un’azienda del Perugino. Alla prima selezione, viene giudicata idonea e passa alla seconda fase del procedimento, che prevede un colloquio con la responsabile del personale dell’impresa.

A questo punto, cominciano ad emergere alcuni dettagli. Il più importante: non si tratta di un “lavoro”, ma di uno stage universitario della durata di quattro mesi. Segue una lunga trafila di mail. Ma tra i vari elementi che vengono illustrati, la questione “soldi” non è mai affrontata. Fino a quando, l’offerta si concretizza.

“All’ultimo – racconta Eduardo De Domicis, segretario regionale del Partito comunista che haseguito da vicino la vicenda - le viene detto che avrebbe ricevuto 400 euro mensili. Quattrocento euro per spostarsi (30 minuti di macchina) per un orario complessivo di 8 ore al giorno, per 5 giorni settimanali, 40 ore a settimana, 160 ore mensili, 2 euro e 50 centesimi l’ora”.

La ragazza rifiuta l’offerta, anche scusandosi. Poco dopo, riceve una telefonata dalla responsabile del personale che le “spiega” che – in fondo – 400 euro per uno stage sono anche troppi.

E torniamo alla domanda iniziale: voi che cosa avreste fatto?

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