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Briccialdi, stipendi arretrati: i sindacati minacciano lo sciopero e la presidente rassicura sull'iter per la statalizzazione

Gli insegnanti e il resto del personale devono incassare quattro mensilità arretrate.La presidente Pellegrini: "Si sta predisponendo tutta la non poca documentazione necessaria, tra cui un piano certificato di estinzione del debito pregresso con impegno fattivo dell’amministrazione comunale"

L’ombra dello sciopero sul Briccialdi. La questione è quella degli stipendi ancora arretrati. I sindacati di categoria lo dicono chiaramente: “Se i soldi non arriveranno, i docenti incroceranno le braccia”. Lo affermano in un laconico comunicato che fa seguito allo stato di agitazione proclamato dallo scorso 15 febbraio: “La Rsu e i lavoratori del Briccialdi, in attesa della definizione del tentativo di conciliazione attuato dal prefetto di Terni con gli enti locali – si legge nella nota dei sindacati di categoria a firma di Fabio Ciofini, Marco Lena e Ambra Vespasiani - mantengono lo stato di agitazione ed esprimono grande preoccupazione per il futuro dell’istituto. Si riservano, nei giorni a venire, in assenza di risposte concrete e nel perdurare della mancata erogazione degli stipendi, di mettere in atto tutte quelle iniziative, compreso lo sciopero, al fine di tutelare i diritti dei lavoratori”.

Gli insegnanti e il resto del personale devono incassare quattro mensilità arretrate. L’istituto superiore vanta oltre 300 iscritti ai corsi per il conseguimento del diploma accademico di primo e di secondo livello, circa 50 docenti e tre unità di personale amministrativo. È in attesa di compimento il processo di statalizzazione che renderà tutto più semplice. Mentre i sindacati alzano la voce arriva la presidente dell’istituto, Letizia Pellegrini, precisa: “Intanto la statalizzazione è in dirittura di arrivo, a maggior ragione dopo la recente e definitiva firma della Corte dei Conti ai rispettivi decreti. Nel frattempo – prosegue – si sta predisponendo tutta la non poca documentazione necessaria, tra cui un piano certificato di estinzione del debito pregresso con impegno fattivo dell’amministrazione comunale”. Attualmente Palazzo Spada, in regime di bilancio provvisorio, eroga di fatto la somma di circa 28mila euro al mese mentre si è in attesa a giorni dell’accredito dei 150 mila euro previsti per il 2019 nel finanziamento triennale della Regione dell’Umbria. “Vorrei far presente – prosegue la Pellegrini – che i pur penosi ritardi nella corresponsione degli stipendi sono dovuti esclusivamente a ritardi ‘di cassa’, essendo il bilancio dell’istituto coperto per competenza, a differenza del passato. Condivido il forte disagio per tutti i nostri dipendenti e collaboratori e non posso che rinnovare loro la mia gratitudine per aver assicurato il lavoro fino a ora. Infine preciso che il percorso avviato con la mediazione della prefettura come conseguenza dello stato di agitazione si compirà con un incontro tra le parti in programma per il prossimo 3 aprile. Detto ciò – conclude la Pellegrini - rimane ovviamente diritto dei sindacati manifestare quello che credono e come credono”.

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