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Poco personale e detenuti critici: i nodi da sciogliere per il carcere di Terni

Visita all’istituto di vocabolo Sabbione del deputato Walter Verini (Pd). Le sigle sindacali: “Mancano anche i sottufficiali, servono provvedimenti”

Quaranta agenti in meno rispetto alla pianta organica necessaria, quasi cento detenuti oltre il limite. Poche guardie e troppi detenuti: questa l’estrema sintesi della situazione al carcere di Terni. Una situazione già nota da anni ma che in questo periodo torna di attualità a causa dei diversi episodi di violenza che hanno visto come teatro proprio l’istituto penitenziario di vocabolo Sabbione. 

Venerdì mattina, il deputato del Partito democratico Walter Verini ha fatto visita al carcere ternano per fare il punto della situazione per quanto riguarda il personale e il sovraffollamento. Il tutto in attesa della visita del responsabile del Dap, il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Bernardo Petrialia, rinviata nei giorni scorsi e in attesa di essere calendarizzata. 

I numeri La discussione sulla situazione di Terni parte dai numeri attuali della struttura. “Ad oggi - ha spiegato Verini dopo il confronto con i rappresentanti sindacali e i vertici dell’istituto - ci sono 40 unità in meno di personale rispetto alle esigenze, con 512 detenuti attuali rispetto ai 416 come numero limite”. Quindi un centinaio in più. Non solo, ma la questione dei disagi riguarda anche la tipologia di detenuto che arriva a Terni: diversi hanno criticità specifiche che dovrebbero essere inserite in un percorso diverso. “L’altro giorno - spiega un sottufficiale - mi sono trovato di fronte un ragazzo che ha minacciato di tagliarsi al collo. Siamo intervenuti con un paio di colleghi e con altri detenuti per riportare la situazione alla calma, ma è chiaro che è stato molto rischioso. Sono anni che lavoro qui e le difficoltà che si incontrano in questa fase non le ho mai dovute affrontare”. 

Sottufficiali A proposito di sottufficiali, anche questa categoria di agenti risulta penalizzata. “Abbiamo 23 figure di questo tipo - spiega Francesco Petrelli, consigliere nazionale Sippe-Sinappe - che devono prestare servizio ogni giorno per le videoconferenze. Su 23, 10 sono impegnati in questo servizio quotidiano, ed ecco che i restanti devono seguire tutto il resto delle attività. Troppo pochi”. Il carcere di Spoleto per esempio conta oltre 100 sottufficiali che in teoria potrebbero arrivare a rafforzare momentaneamente il comparto di Terni. Ma questo passaggio accade raramente. “Al di là della mancanza di personale - prosegue Petrelli - la questione si gioca anche sulla gestione dei detenuti e sul numero”. Sarà proprio questo uno dei temi principali sul tavolo dell’incontro con il responsabile del Dap Petralia.     

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