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Cascata delle Marmore chiusa a gennaio, è caos: assicurata l’apertura del primo giorno dell’anno, incerta quella per l’Epifania

Rimodulazione degli orari, a gennaio previste 0 aperture. Notari: "Tantissime chiamate ricevute, non sapevamo cosa rispondere". E sui social scatta il botta e risposta tra assessori, operatori commerciali e cittadini

Rimodulare le aperture in base all’effettivo flusso turistico e ottimizzare costi e benefici: è questo l’obiettivo delle modifiche al calendario delle aperture e dei rilasci dell’acqua della Cascata delle Marmore partito nelle settimane scorse da Palazzo Spada a Erg Hydro.

Una “rimodulazione sperimentale” – c’è scritto nella determina dirigenziale pubblicata nell’albo pretorio del Comune di Terni – con decorrenza dal 1 gennaio 2019. Peccato che, proprio nel primo mese dei nuovi orari, non sia prevista alcuna apertura.

A gennaio, come mostra la tabella del calendario stagionale in allegato al documento, la Cascata resterà a secco. Nessuna eccezione nemmeno per i giorni festivi, come il primo dell’anno o l’Epifania. E si scatena la rabbia degli operatori commerciali che nel belvedere sia inferiore che superiore hanno le loro attività, e che contavano proprio in quei giorni di festa per un maggior afflusso di turisti.

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Alla gestione della Cascata non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale, tanto che il sito riporta ancora i vecchi orari: “Dovevamo essere noi i primi a sapere di queste modifiche – commenta Stefano Notari, presidente dell’ATI 165mMarmore Falls, l’attuale gestore dei servizi turistici della Cascata delle Marmore – non appena la notizia si è diffusa in internet hanno iniziato a chiamarci ripetutamente, e non sapevamo cosa rispondere a chi ci chiedeva dei nuovi orari”.

E prosegue: “Quando ce ne siamo accorti abbiamo subito chiamato l’assessore Giuli, si è reso disponibile ed insieme abbiamo analizzato il problema”. Quindi è arrivata la soluzione: “Il Comune ci ha confermato l’apertura straordinaria del 1 gennaio, con l’acqua aperta un’ora la mattina dalle 12 alle 13 e un’ora il pomeriggio dalle 15 alle 16”.

Per il 5 e il 6 gennaio, invece, ancora nulla di certo: “Abbiamo inviato una comunicazione al Comune – prosegue Notari – ancora non abbiamo ricevuto risposta e non sappiamo se la Cascata sarà aperta. Ma la disponibilità a lavorare in questo senso c’è”.

Intanto, alla delibera dirigenziale “poco chiara” si aggiunge il caos del botta e risposta su Facebook tra alcuni assessori comunali, operatori commerciali e cittadini che chiedono spiegazioni.

Il primo commento è chiaro: “La Cascata sarà aperta in straordinaria il primo gennaio – scrive Andrea Giuli, assessore al turismo e vicesindaco di Terni – si sta lavorando, tenendo conto che siamo sotto bando e che gennaio è storicamente e tendenzialmente un mese non certo di punta, anche per altre date”.

Ma già dal secondo inizia ad essere più confuso: “C'è un calendario di aperture che è, a nostro avviso, transitorio e c'è un discorso aperto con la multinazionale coinvolta. C'è un complesso bando in scadenza che non facilita la gestione temporanea. Ci muoviamo cercando di risolvere al meglio le urgenze e le emergenze che sono tante. Non tutto dipende sempre e solo da noi. Che abbiamo tanti limiti, ma non quello di impegnarci ogni giorno in una condizione a dir poco complicata”.

Poco più sotto, arriva anche il commento di Enrico Melasecche, assessore ai lavori pubblici: “Il problema della Cascata e soprattutto di Galleto e della produzione idroelettrica andava affrontato quando l’ENEL, governo mi sembra di ricordare di sinistra, privatizzò molti asset”. E continua poi riepilogando tutta la storia.

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