Le cartoline, i cioccolatini e molto altro ancora: ecco come nel mondo si festeggia San Valentino

A Roquemaure, Francia, le vie della città sono disseminate di organi così gli innamorati possono suonare canzoni alle fidanzate. A Kobe, Giappone, la festa si trasforma in un tripudio di cioccolato. Leggende, tradizioni e miti per il giorno dell’Amore

San Valentino è patrono di Terni ma anche “protettore” degli innamorati di tutto il mondo. Diffuso più come festa laica che religiosa, il Valentine’s Day nasce in Inghilterra intorno al Seicento ma è con la diffusione negli Stati Uniti che conquista una fama “globale”. Ecco una carrellata di abitudini, tradizioni e miti per descrivere come il giorno degli innamorati viene festeggiato in tutto il mondo.

Valentino a stelle e strisce

Negli Usa il giorno di Valentino ha assunto contorni imponenti tanto che questo nome (Valentino) ha finito per diventare un aggettivo, sinonimo di innamorato. E così, la caratteristica tipicamente americana sono i “valentini”, ovvero le cartoline d’amore. Si tratta di cartoline realizzate appositamente per la festa e indirizzate “to my Valentine” (alla mia valentina o al mio valentino), assumendo i contorni di vere e proprie opere d’arte, tanto da diventare un tesoro per i collezionisti. La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno vengano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri, numero che colloca la ricorrenza al secondo posto, come numero di biglietti acquistati e spediti, dopo il Natale.

Giappone, innamorati del cioccolato

Introdotta a partire dagli anni ’30 a Kobe da una campagna pubblicitaria della ditta Morozoff, la festa di San Valentino si è imposta nel 1958, in particolare tra gli adolescenti. Tutto è legato unicamente alla cioccolata, che viene regalata dalle ragazze ai ragazzi. E non necessariamente al proprio fidanzato. Esistono tre tipi diversi di cioccolata: la giri-choko (che significa “cioccolata dell’obbligo”) è quella più economica, viene comprata nei negozi in normali confezioni e regalata dalle ragazze ai compagni di classe o ai colleghi di lavoro.  La tomo (“cioccolata dell'amico”) è un regalo che viene fatto invece a persone a cui si è più legati. La honmei-choko (“cioccolata del prediletto”) è quella regalata al proprio amato. Generalmente viene preparata in casa e confezionata con cura, oppure comprata nei negozi scegliendo però qualche marca pregiata e costosa. Si stima che circa la metà delle vendite di cioccolata in Giappone in un anno avviene per questa occasione. Grazie a collaborazioni con la città di Terni, in Giappone si sta cominciando a conoscere anche la figura di San Valentino: a Kobe, gemellata con la città dell’acciaio, esiste una piazza intitolata a San Valentino, mentre a Tokyo, grazie alla collaborazione con il Centro Culturale Valentiniano che fa capo alla parrocchia di San Valentino in Terni, è stata collocata una statua in una delle principali stazioni ferroviarie.

Nella vecchia Europa

Qui la devozione verso San Valentino è molto diffusa, in gran parte senza alcun legame con la festa degli innamorati. Valentino è venerato soprattutto come santo taumaturgo e protettore – in particolare – degli epilettici. Tante sono le città che lo hanno scelto come patrono e altrettante che ne rivendicano le reliquie. Roquemaure, comune di 5.400 abitanti nell’Occitania francese, rivendica delle reliquie di San Valentino donate nel 1868 da un ricco proprietario terreno di Roma, con l’obiettivo di risanare i vigneti del paese, vittime della fillosera. Ogni due anni la “Città delle leggende d’amore” organizza tre giorni di celebrazioni che attirano oltre 12mila turisti, facendone la principale manifestazione organizzata in Francia per la festa di San Valentino. La “Festa degli innamorati” ha tre principali eventi attrattivi: il Festival delle canzoni a manovella, che permette agli innamorati di dedicarsi le più belle canzoni d’amore del secolo scorso, grazie agli organi disseminati per le vie del villaggio e suonati da musicisti provenienti da Francia, Svizzera e Belgio; viene poi messa in scena una ricostruzione storica dell’arrivo delle reliquie di San Valentino nel 1868 con più di 600 figuranti, musicisti e gruppi folkloristici.

In Italia

A Quero in Provincia di Belluno, in un pendio annesso all’oratorio, dopo la messa del giorno di San Valentino, vengono fatte rotolare delle arance che i fedeli cercano di raccogliere prima che finiscano nel canale sottostante. A Zoppola, in provincia di Pordenone, san Valentino è celebrato invece con la consegna di una candela da accendere durante i temporali che scongiura grandine e tempeste. In Veneto, san Valentino è particolarmente venerato come protettore degli epilettici: a Monselice, dove l’epilessia si chiama “Mal de san Valentin”, nel giorno del santo vengono distribuite delle piccole chiavi,  che un tempo venivano messe in bocca durante gli attacchi per impedire il taglio della lingua, ma anche per aprire loro le porte del Paradiso. Particolarmente importante è il caso di Bussolengo, in provincia di Verona: qui si trovano infatti le più antiche raffigurazioni di San Valentino, al quale è dedicata una chiesa edificata nel Medioevo, e che è patrono della città. Nel 2016 il sindaco Paola Boscaini, prendendo ispirazione dal libro Valentino. Il segreto del Santo innamorato, di Arnaldo Casali, ha avviato il progetto di marketing territoriale “La Rosa di San Valentino” che ha fatto guadagnare al Comune veneto la definizione di “Città dell’amore” da parte del Corriere della sera. Attraverso un bando pubblico, infatti, il Comune ha creato un logo che è stato affidato poi a tutti gli imprenditori e gli artigiani del territorio per creare prodotti commerciali a marchio San Valentino: in appena due anni sono nati una rosa ibridata per riprodurre filologicamente quella che, secondo la leggenda, Valentino donava agli innamorati, monete da collezione, il profumo “Serapia”, il dolce “Bacio di San Valentino” prodotto da tutte le pasticcerie della città, tortellini, asciugamani, tovaglie e grembiuli, pochette, pantofole e scarpe da ginnastica, anelli,  portachiavi e magliette. Oltre a prodotti commercializzati, il progetto ha visto anche la realizzazione di panchine degli innamorati a forma di rosa che hanno trovato posto non solo a Bussolengo, ma anche nel parco Sigurtà di Valeggio sul Mincio (dove panchina e roseto sono stati visitati anche dalla cantante israeliana Noa con il marito). Il marchio è stato utilizzato dal Comune anche per tutte le manifestazioni incentrate sulla valorizzazione delle eccellenze del territorio (festa delle rose, festa delle pesche e altro) oltre che per le celebrazioni della festa di San Valentino, che comprendono la fiera storica, spettacoli e altro.

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