Coronavirus e smart working, a Terni si va verso le 40mila unità immobiliari cablate

L'emergenza Covid 19 ha provocato un'accelerazione del telelavoro e dunque dei contatti 'remoti' sul web. Coivolti la scuola, gli enti, i cittadini. Ecco a che punto siamo in città

Dopo Covid-19 niente sarà più come prima, ciò è ancora più vero se si pensa al mondo del lavoro e dell'innovazione: con l'emergenza per la prima volta lo smart working è diventato all'improvviso una necessità e una priorità per tutelare la salute delle persone, l’occupazione e i servizi. Dall’oggi al domani aziende e pubbliche amministrazioni sono state chiamate a realizzare questa trasformazione, quando, solo fino a qualche settimana prima, il lavoro ‘remoto’ era parte di un processo più ampio di digitalizzazione del lavoro che procedeva a passo non così spedito. Fattore fondamentale è la ‘banda ultra-larga’ che genera velocità e ulteriore globalizzazione.

Anche a Terni la società Open Fibre sta cablando la città da quando, nel 2017, c’è stato l’accordo con palazzo Spada. “Terni è indietro sulla banda ultra larga rispetto a tanti altri Comuni”: questo dichiara il consigliere del Pd Francesco Filipponi. Tanti ternani - aggiunge –stanno ancora attendendo che la banda ultra larga arrivi alle loro abitazioni, le lezioni a distanza delle scuole stanno incontrando problemi con collegamenti che cadono di continuo, così come per la riunione dei capigruppo abbiamo impiegato più di mezz’ora prima di riuscire a collegare 13 persone”. Il monitoraggio del progetto ‘Banda ultra-larga’, disponibile sul sito del ministero dello Sviluppo economico con lo stato di avanzamento di dettaglio Comune per Comune, mette per Terni una copertura pari a poco più del 50%, rispetto al dato relativo alla velocità di connessione a 100 Mit per secondo, Perugia invece ha quasi completato l’infrastrutturazione digitale con un buon 87%.

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Ma da palazzo Spada non concordano affatto: “I lavori non si sono mai fermati e stiamo in linea con la tabella di marcia – tuona l’assessore ai Lavori pubblici Benedetta Salvati – a fine aprile saranno oltre 36mila le unità immobiliari cablate. Per noi rappresenta il futuro, è un settore ‘vitale’ già operativo e ci stiamo preparando alla nuova fase”. Federico Nannurelli, responsabile dell’ufficio ‘Manutenzioni infrastrutture’ del Comune, fornisce i dati: “La cablatura prevede 40mila unità immobiliari, i problemi di connessione dipendono dagli operatori e dal sovraccarico di utilizzo e non dalle infrastrutture”.

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