Lavoro, l'annuncio è una "trappola": "Mi hanno abbandonata a decine di chilometri di distanza dalla macchina"

Si candida ad un'offerta da segretaria ma poi viene portata a fare “formazione” fuori dall’ufficio: “Ho dovuto chiamare mio padre per farmi venire a prendere”. La storia di Simona

foto di repertorio

Una storia come tante altre con un finale rocambolesco, imprevedibile e beffardo. La persona coinvolta la chiameremo Simona (nome fittizio) per tutelarne la privacy, dopo aver trascorso una mattinata quantomeno anomala. "Avevo inviato alcuni curriculum vitae per candidarmi alle offerte, tra queste avevo notato un profilo da segretaria - attacca - Dopo qualche giorno dall’invio del cv, mi hanno chiamato per fissare un colloquio conoscitivo fuori Terni. Ho accettato di buon grado per valutare la proposta”. A questo punto nascono i primi dubbi della ragazza: "La responsabile mi ha accolto in ufficio senza farmi mai parlare. Una sorta di discorso preimpostato dove non si capiva neppure bene di cosa si trattasse nello specifico l’offerta”.

Ad un certo punto poi, arriva un avvertimento: “Ci sono decine di selezionati nella stessa posizione, dovrai fare una giornata di preselezione con all’interno un corso di formazione”. Una volta accettato l’ulteriore step da seguire, iniziano le sorprese. Già, perché nel momento in cui si doveva teoricamente tenere il corso, Simona viene accompagnata fuori dall’ufficio, dopo aver firmato un foglio che risulterà determinante in questa storia. All’interno del documento, infatti, la società si sgravava da ogni responsabilità nei confronti della candidata in merito a quello che sarebbe successo dopo, durante il corso della giornata.

Le perplessità aumentano a dismisura: "Forse con un pizzico di ingenuità non ho colto al volo quanto mi stava capitando. Mi sono fidata di questi due sconosciuti come avviene in genere durante un colloquio. Ho subito chiesto ai nuovi responsabili che mi erano stati affiancati: si tratta di un porta a porta?”. La risposta è stata la stessa: "Dobbiamo prestare assistenza ai clienti fuori dall’ufficio”. Ecco dunque che le domande si accavallano e le perplessità prendono il sopravvento: "Una formazione per segretarie avviene all’interno di un ufficio, ci sono pratiche da studiare e sbrigare, l’assistenza avviene all’interno non all’esterno”, osserva Simona che intanto viene invitata a salire su una macchina, nonostante le rimostranze cadute senza una valida risposta.

Il viaggio si interrompe a distanza siderale rispetto al luogo dal quale era partita. La posizione di segretaria sembra ormai essere un lontano ricordo, quella posizione alla quale si era candidata ed alla quale voleva comprensibilmente ambire. Durante una telefonata, esprime le incertezze maturate nel corso della prima mattinata. Uno dei due responsabili si avvicina e le dice di non utilizzare il telefono perché “In formazione”, peccato che si erano fermati a fare colazione. “Non mi interessa più”, sbotta Simona dopo aver constatato il raggiro. “Riportatemi a prendere la macchina”.

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E qui l’epilogo che nessuno si aspetta: “Hai firmato un foglio dove ti assumi tutte le responsabilità, ti ci riportiamo al termine della giornata”. La giovane viene lasciata sul posto e mentre i due proseguono, è costretta a chiamare il papà, il quale dovrà attraversare gran parte dell’Umbria per riportarla alla macchina. Sebbene questo documento possa effettivamente mettere al riparo da ogni responsabilità tali soggetti, è bene fare attenzione ad offerte e tipologie di colloqui. Oggettivamente non ci sono collegamenti tra una giornata di formazione per segretaria e fare "formazione" all’esterno di un ufficio, non sapendo neppure dove e cosa si andrà a fare (porta a porta docet).

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