Eccellenze ternane, il successo di Ikea passa (anche) per il talento di Samantha Scaloni

La 34enne vive a Milano, è direttore creativo per la DDB Group Italy e da tre anni cura le campagne del famoso marchio di arredamento scandinavo

Da grande non voleva fare la copywriter. E invece oggi, a 34 anni, è uno dei direttori creativi per la filiale italiana di uno dei network pubblicitari più famosi e premiati al mondo e, negli ultimi tre anni, ha curato le campagne pubblicitarie di Ikea Italia.
Quello di Samantha Scaloni, può essere considerato un esempio di folgorazione sulla via di Damasco. Complice un esame all'università e una tesi in comunicazione d'impresa la giovane ternana si è avventurata nel mondo della pubblicità: dopo un master allo Ied e l'invio di curricula e portfoli, la chiamata milanese è arrivata quasi subito per un lavoro complesso ed entusiasmante, in cui il team ha un ruolo essenziale e in cui il talento la fa necessariamente da padrone.

Samantha Scaloni 2-2-2Ma Samantha non ha mollato di un centimetro e al talento ha affiancato coraggio, tenacia, curiosità e tanto studio. Tutti ingredienti fondamentali che hanno fatto sì che, in 9 anni Samantha sia diventata uno dei direttori creativi di DDB Group Italy – agenzia che cura l'immagine e la pubblicità di molti clienti tra cui Audi, Volkswagen, Seat, Intesa Sanpaolo, Bennet, Iliad. E Ikea, le cui campagne, che tanto piacciono per innovazione, ironia e impatto, hanno potuto contare anche sull'apporto della giovane ternana.


Sei una giovane donna, hai incontrato difficoltà nel tuo percorso o pensi che si stia finalmente uscendo dai soliti stereotipi?
Nessuna particolare complicazione. Merito anche della mia dedizione, della mia famiglia che ha sempre creduto che potessi arrivare ovunque desiderassi, delle agenzie che negli anni mi hanno “ospitato” e dei talenti che le affollavano. Oltre ovviamente a quelli che mi hanno accompagnato lungo il percorso e a cui devo molto, come l’art director Matteo Pozzi.

Quali elementi deve avere una buona pubblicità e quando capisci che un'idea è quella giusta?
Una campagna funziona se è rilevante per le persone, se l’idea che c’è alla base in qualche modo le cambia. Se le fa emozionare, divertire, riflettere. Deve esserci un grande insight dietro, un’esecuzione creativa inedita e una forte identità del brand.

Qual è la pubblicità a cui hai lavorato a cui sei più legata?

Sono legata a tutte le campagne che negli ultimi tre anni ho realizzato insieme al mio fantastico team in DDB Group Italy per IKEA. Da quelle che lanciavano le varie edizioni del catalogo, ai progetti più socialmente rilevanti, fino ai numerosissimi film che tutti hanno visto in TV o online. Ma anche ai titoli delle campagne stampa, affissione e digital dietro cui c’è sempre un lavoro matto e disperatissimo di copywriting, dei radio, delle attività online. Insomma, il numero dei lavori fatti è grande, ma l’orgoglio di averli fatti così bene e con così tanta passione, di più.

Hai curato le campagne di Ikea degli ultimi anni, tutti le hanno viste e tutti le conoscono, in genere tutti le amano. E hanno vinto anche numerosi premi ai festival nazionali e internazionali, tra cui anche il Cannes Festival, il più importante al mondo. Cosa significa lavorare per l'immagine di un colosso del genere?

Fare il mio lavoro è una bella responsabilità. Lanci dei messaggi che arrivano a milioni di persone e sempre di più devi essere consapevole delle storie che racconti e dei mondi che rappresenti. In più quando hai a che fare con clienti amati, familiari e “di casa” come IKEA, creativamente parlando non puoi permetterti di deludere nessuno. IKEA è un cliente speciale che ci ha permesso di portare a casa grandissimi risultati, anche in termini di premi e riconoscimenti internazionali. È ricettivo, intelligente, ha un tono di voce unico. Ovviamente è anche impegnativo perché richiede costantemente la massima eccellenza creativa su qualsiasi brief, ma per noi è solo un’ulteriore qualità. 

samantha scaloni 3-2

Cosa pensi di Terni, anche riguardo alle opportunità per i giovani, e cosa pensi rispetto alle modalità con cui si cerca di promuovere la città?

Credo che Terni meriti molto di più, sotto ogni punto di vista. Credo che la città abbia il dovere di dare un futuro e delle alternative a chi è nato qui, e qui vorrebbe restare. E credo che chi è stato incaricato per farlo, debba trovare un modo per farla rifiorire dal punto di vista culturale e offrire stimoli non solo ai giovani, ma a tutti gli abitanti. Perché un supermercato in più sarà importante per qualcuno, ma teatri, librerie, musei e cinema sono fondamentali per tutti. Purtroppo, serve la mentalità giusta per capirlo.

Un consiglio per chi vuole intraprendere una professione come la tua
A chi vuole intraprendere la mia professione consiglio di tirare fuori talento e grinta, in questo preciso ordine. E poi consiglio di leggere, guardare film, ascoltare musica, viaggiare, conoscere e sperimentare quanto più possibile il mondo. È dall’esperienza che nascono le idee migliori.

Come ti vedi tra 10 anni?
Come mi vedo tra 10 anni? In una casa piena di libri, d’amore e di viaggi in programma.

A Milano hai trovato anche l'amore. E non un amore qualsiasi: hai sposato infatti un tuo amico d'infanzia, con cui hai frequentato elementari e medie nella Conca, ritrovato a Milano pochissimi giorni dopo che anche lui aveva deciso di trasferirsi da Terni...

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Ogni lavoro ha bisogno d’amore, ma il mio non lo fai bene e a lungo se non ti fa davvero battere il cuore ogni giorno: idee su idee da sfornare, orari pazzi, scadenze-lampo e il cervello che continua ad andare a mille anche una volta a casa, o nel week-end. Per fortuna io oltre a essere innamorata del mio lavoro sono anche innamorata di un uomo che non solo ricambia “nonostante tutto”, ma mi capisce, tifa per me e quando faccio tardi prepara anche la cena. Non potevo non sposarlo.

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