I segreti del Telamone, successo per l'incontro dopo il ritorno in città della scultura

Ieri pomeriggio il caffè letterario della Bct ha ospitato il convegno promosso dall'Associazione Terni Città Futura

Grande successo di pubblico per il convegno organizzato dall'associazione Terni Città Futura dedicato al ritorno a Terni del Telamone, decretato dalla grande partecipazione di concittadini che si sono trattenuti fino alla fine dell’evento. Un pomeriggio dedicato alla Storia della città nell’epoca romana, e non solo, cui si riferisce la statua marmorea recentemente tornata dal Museo Archeologico Nazionale di Perugia.

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L’evento si è svolto con la partecipazione e gli interessanti interventi degli ospiti. Dai saluti dell'assessore alla cultura Andrea Giuli passando per l'intervento del consigliere comunale Michele Rossi che da diversi anni ha fatto del ritorno del telamone una delle sue battaglie. Rossi tra l'altro attraverso una impegnativa ricerca giornalistica tra le pagine di cronaca locale è riuscito a risalire alla data di rinvenimento del bene e luogo del ritrovamento. Indizio quest'ultimo importante al fine di ricostruirne l’ipotetico utilizzo: fu di fatti rinvenuto all'ingresso della città, lungo la via Flaminia, nel settembre 1971 in quella che potrebbe essere la zona dei mausolei (forse funebri) dell'allora città romana. Dopo gli interventi d’inizio convegno, il pomeriggio è proseguito con gli interessanti contributi dell’antropologo Andrea Agnetti e del dottor Francesco Usai. Il primo ha parlato della della Terni preromana, il secondo dell’assetto della città in epoca romana cui s’innesta la scultura del Telamone. Scultura “anatomicamente perfetta, di michelangelesca memoria, un capolavoro della scultura antica di un artista probabilmente non locale” cosi è stata definita dal professor Giorgio Ortolani dell’Università Roma Tre – dipartimento di architettura. “Prima metà antonina” (140 - 150 d. C) questa la possibile datazione ma bisogna ancora studiarci. Il professor Ortolani, nel suo lungo ed interessantissimo intervento conclusivo, ha parlato poi della storia delle statue di cariatidi e telamoni nel corso dei secoli. Una dettagliata digressione che ha permesso ancora di più ai presenti di apprezzare il Telamone ternano. Facendo maturare la consapevolezza di trovarci di fronte ad un pezzo unico per bellezza e maestosità. 
Qualcosa di simile, nelle fattezze del viso (riconducibile al volto di un satiro), ha riferito il  Ortolani, sembrava esser stato individuato da Andrew Stewart, professore di arte e archeologia del Mediterraneo antico nel dipartimento di storia dell'arte dell'Università di Berkeley in California, coinvolto epistolarmente dallo stesso, nei magazzini del museo di Hearst San Simeon State Historical Monument. Ma a fronte di alcune somiglianze altri elementi sono differenti. La ricerca è comunque in divenire. 
"La statua è già orgoglio cittadino e questo mi rende estremamente felice" - dichiara il Consigliere Michele Rossi per poi soffermarsi su un altro aspetto. "La qualità dell'ospite principale che ringraziamo per la sua generosa disponibilità " - dichiara a conclusione sempre Rossi - " e la capacità di coinvolgere tanti altri suoi colleghi studiosi ci fa ben sperare che quello di ieri sia solo l'avvio di un confronto scientifico sul tema addirittura a livello internazionale, destinato a crescere e svilupparsi. La ricerca sul Telamone – che se vogliamo è la ricerca della storia della città – è appena iniziata"

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