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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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Riequilibrio territoriale, manifestazione e rassicurazioni sulla sanità: “Analisi dei fabbisogni e totale revisione delle convenzioni”

Iniziativa del Comitato spontaneo: “Nonostante le promesse elettorali siamo in attesa di riforme che determinino il riequilibrio”

Una manifestazione, di fronte a palazzo Cesaroni, organizzata dal Comitato spontaneo per il riequilibrio territoriale tra le province dell’Umbria. Una delegazione si è infatti recata a Perugia stamattina, martedì 22 novembre, per richiamare l’amministrazione regionale a mantenere le promesse di equilibrato utilizzo delle risorse e dei fattori di promozione territoriale in Umbria. Inoltre l’avvio del processo di riequilibrio territoriale con l’ampliamento dei confini della provincia di Terni, ai territori di Spoleto e della Valnerina.

Dapprima è stato esposto uno striscione con su scritto ‘Riequilibrio territoriale’. Successivamente la presidente Donatella Tesei ha ricevuto una delegazione del comitato la quale ha affermato che: “Solo l’avvio del processo di riequilibrio territoriale in Umbria può determinare il superamento dei vincoli che impediscono lo sviluppo regionale soprattutto nell’Umbria meridionale”.

Secondo i componenti del comitato: “Solo una diversa e finalmente più equa e ragionevole destinazione delle risorse regionali e la realizzazione di politiche di promozione dei fattori che incidono sulla qualità della vita su tutto il territorio regionale possa liberare le risorse umane, culturali ed economiche tali da assicurare uno sviluppo regionale duraturo e aumentare la coesione della comunità regionale. Sono troppi i campi nei quali ancora oggi, nonostante le promesse elettorali siamo in attesa di riforme che determinino il riequilibrio che è indispensabile alla regione Umbria”.

Alcuni esempi: “L’utilizzo dei canoni idrici, il finanziamento degli interventi di bonifica idrogeologica, la concentrazione delle infrastrutture regionali in posizioni non baricentriche rispetto alla popolazione umbra (aeroporto, elisoccorso regionale, ecc.), la mancata programmazione del rifacimento a quattro corsie della Terni-Spoleto, unica infrastruttura viaria regionale dimenticata nei piani della regione Umbria, la cronica sottoutilizzazione del polo universitario ternano da parte dell’Università regionale, anche se in attesa dei previsti investimenti infrastrutturali ma servono nuovi corsi di studio”.

Ed ancora: “Nemmeno l’evidente progressiva decadenza del polo sanitario ternano che nei decenni trascorsi contribuiva fortemente ad attrarre pazienti dalle regioni circostanti ha determinato ancora oggi concrete realizzazioni in grado di invertire queste pericolose tendenze, né politiche coraggiose in grado di cogliere le disponibilità espresse in tal senso da imprenditori privati. Proprio per venire alla vicenda stadio – clinica chiediamo alla politica e alla amministrazione regionale di farsi carico del fatto che i minuetti burocratici, il balletto dei pareri legali contrastanti, il diniego finale alla proposta proveniente dal territorio verificatosi nella conferenza dei servizi sono apparsi alla popolazione dell’Umbria meridionale solo come una intollerabile difesa di privilegi ingiusti e antistorici che si configurano nell’assetto attuale dei convenzionamenti sanitari che permettono l’esercizio di cliniche convenzionate solo se insistono nel territorio della provincia di Perugia”.

Le rassicurazioni della presidente Tesei, in particolar modo sul settore della sanità: “Le azioni richieste fanno parte del suo programma elettorale ed ha garantito il suo impegno per la realizzazione delle stesse, confermando l'effettuazione delle analisi dei fabbisogni e la totale revisione delle convenzioni e degli stessi metodi di assegnazione, tramite un atto di giunta che sarà deliberato entro la fine dell’anno. Pur comprendendo le difficoltà eccezionali e inattese che la pandemia ha determinato, il Comitato ha rappresentato con forza la necessità di passare finalmente alle realizzazioni a partire dalla vicenda stadio-clinica a pena dell’evaporazione della coesione sociale regionale. Il Comitato – concludono - ringrazia quanti hanno voluto partecipare all’azione dimostrativa e assicura la continuazione della propria attività nelle direzioni auspicate”.

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