“Vi racconto mio padre Vincenzo, i suoi maestri e la mia passione per la storia ed il pensiero”

Intervista a Danilo Sergio Pirro, architetto e saggista. “L’archivio di mio padre, dichiarato dal Mibact di notevole interesse culturale, è a disposizione degli studiosi”

Vincenzo Pirro

Danilo Sergio Pirro, architetto, nato a Terni nel 1973, laureato all’Università degli Studi di Firenze, lavora per una grande società di Roma nel settore delle multiutility, appassionato in particolare di storia dell’architettura, ha pubblicato numerosi saggi di settore, e coordinato la pubblicazione di volumi si carattere storico-scientifico. L’ultima opera a cui si è dedicato è il volume intitolato “L’unica via è il pensiero. Scritti in memoria di Vincenzo Pirro” (Intermedia, Orvieto 2019).

Come nasce la passione per la ricerca storica e la saggistica ad essa collegata?

“La passione deriva dagli interessi principalmente di mio padre, che fin da piccolo mi ha avvicinato all’amore per la storia, attraverso le fonti, e le storie anche minori. Ho avuto anche un altro maestro che voglio ricordare con affetto, e che amava la storia, era il professor Telesforo Nanni recentemente scomparso”.

Parliamo dell’Archivio Vincenzo Pirro, degli scopi e dell’attività svolta fino ad oggi.

“L’archivio di mio padre è stato dichiarato nel 2018 dal Mibact di notevole interesse culturale. È provvisto di una catalogazione generale, che va dagli anni ‘60 agli anni 2000. Si auspica di poter realizzare una catalogazione di dettaglio. È aperto agli studiosi che ne facciano richiesta. Molti dei lavori finora pubblicati derivano dallo studio di questo archivio”.

L’archivio è arricchito, oltre al vasto patrimonio librario lasciato da suo padre, anche da tantissima documentazione non solo di storia contemporanea.

“L’archivio ha acquisito da privati numerosi volumi di storia contemporanea. Recentemente una benefattrice ci ha donato tutto un nucleo di volumi di storia risorgimentale che aveva ereditato dallo zio professore universitario, che era in particolare interessato agli studi mazziniani”.

Lei è anche presidente dell’associazione “Amici della Fondazione Ugo Spirito-Renzo De Felice”. Quali sono state le motivazioni che hanno spinto a fondare questa associazione?

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“Il motivo è presto detto: nel 2012 ho ricostruito il volume postumo di mio padre dedicato Giovanni Gentile, intitolato Regnum hominis, il volume fa ampi riferimenti ai maestri di mio padre anzi, al maestro che fu il professor Ugo Spirito. Ho contattato quindi l’omonima fondazione, dove ero stato in alcune occasioni nella storica sede di via Genova a Roma, e qui ho trovato l’ottima disponibilità del professor Giuseppe Parlato, che ha contribuito al libro inserendolo nella collana scientifica della Fondazione e curandone la prefazione. Il volume, che costituisce un vero testamento spirituale, è stato curato dal professor Roberto Stopponi, persona di grande spessore culturale e anche lui ex allievo di Spirito alla Sapienza di Roma. I rapporti con Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice si sono poi consolidati, quando ho ritrovato il carteggio di mio padre con Ugo Spirito e altri intellettuali che facevano allora parte della sua cerchia. Mio padre, d’altronde, ha indicato questa via nel suo diario, alludendo al ritrovato contatto con la Fondazione del suo maestro e penso che continuare questo interesse fosse un atto doveroso non solo nei confronti della sua memoria, ma di tutta la comunità ternana che anni fa lo ha accolto”.

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