Intrecci vola all'Estero. Il cameriere 4.0? Un portatore di emozione

Dal ct Mancini a Domenicali, da Cucinelli a Vespa: tanti vip a Orvieto per celebrare un anno di attività della scuola di alta formazione di sala delle sorelle Cotarella che ora si appresta ad aprire le porte al Mondo | VIDEO

Dominga Cotarella sul palco del teatro Mancinelli

Il cameriere 4.0? Un portatore di emozione. Perché l'ingrediente del futuro per il successo di un ristorante, sia esso una trattoria o un tre stelle Michelin, sarà la sala. E' la sfida di Intrecci, la scuola di alta formazione, la prima in Italia nel suo genere voluta dalle "sorelle" Cotarella Dominga, Marta ed Enrica, che al teatro Mancinelli di Orvieto ha festeggiato il primo anno di attività e lanciato ambiziosi progetti futuri davanti a una platea di ospiti vip.

Dal ct della Nazionale italiana Roberto Mancini al ceo di Lamborghini, ex Ferrari, Stefano Domenicali, passando per Brunello Cucinelli e Giovanni Scambia, direttore scientifico del Gemelli, ma anche Riccardo Agostini, ad del gruppo Spaggiari, Lamberto Tacoli, ad di Perini Navi, e Luca Tomassini di Vetrya, tutti coinvolti nell'iniziativa "Note a margine" per raccontare - intervistati da Bruno Vespa - l'importanza del "fare squadra" come ingrediente del successo, nello sport come nell'impresa. O in un ristorante. 

"Intrecci - ha detto Dominga Cotarella - nasce per mettere al centro del progetto la sala e la fase dell'accoglienza che è determinante almeno tanto quanto la cucina. Avremmo potuto realizzare questa scuola a Roma, Milano, abbiamo scelto Castiglione in Teverina, nella Tuscia, a pochi chilometri da Orvieto, perché i giovani così non hanno alternative allo studio e possono concentrarsi".

"Per raggiungere obiettivi importanti occorre un grande lavoro di squadra e una persona da sola non riesce a fare niente", ha commentato Roberto Mancini che, parlando di cibo e vino, ha anche scherzato su quale sia la sua "coppia d'attacco" migliore a tavola. "Cappelletti e un buon vino rosso". Il ct della Nazionale, rispondendo poi alle domande di Vespa, ha ribadito l'importante di un allenatore in una squadra di calcio, "un leader che deve far andare tutta la squadra in un'unica direzione". "Mi piaceva più fare il calciatore che l'allenatore, perché giocare al calcio è la cosa più bella del Mondo". 

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"Trasmettere un ambiente dove si può esprimere il massimo" è invece secondo Domenicali il segreto del successo di una squadra, quello che pure per Cucinelli stimola i dipendenti, siano essi anche le donne della pulizie. "Il nostro pallone di cachemire che presentammo a Pitti Uomo a Firenze e che fece il giro del Mondo - ha raccontato - è stata un'idea di una signora che da noi mette in ordine le cose, come mi piace chiamarle, e se non ci fosse stato da noi un ambiente accogliente e stimolante lei non me lo sarebbe mai venuto a dire". 

Tra gli ospiti anche "camerieri" di altissimo livello come Giuseppe Palmieri, restaurant manager dell'Osteria Francescana di Massimo Bottura, 3 stelle Michelin e miglior ristorante al Mondo per la guida Fifty Best Restaurants. "Sono fiero di essere un cameriere - ha detto - perché servire è qualcosa di difficile che nessuno vuole fare più in Italia. La sala, e il fattore umano, sarà invece l'ingrediente del futuro". "Il problema dei ristoranti oggi è l’accoglienza - ha aggiunto Alessandro Pipero, patron dell'omonimo ristoante e delegato dell'associazione Noi di sala - si pensa ai lampadari, alla scenografia, ma poi non si sa accogliere al cliente e farlo sentire a casa propria, perché l’80% di chi fa il cameriere lo fa come secondo lavoro".

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E il cameriere del futuro come sarà? “In realtà a noi la parola cameriere non piace particolarmente - spiega Marta Cotarella - non perché non abbia in sé un valore profondo ma perché nell’immaginario collettivo ancora non si da il giusto valore al mestiere rappresentato dalla parola cameriere. Il nostro ‘uomo di sala’ è per noi soprattutto un portatore di esperienza, accoglienza e di emozioni”. Dal palco del teatro Marta ha anche annunciato i prossimi progetti di Intrecci che diventerà una Accademy e si aprirà al Mondo. "Innanzitutto una piattaforma digitale per diffondere i nostri contenuti didattici in dieci lingue - spiega ancora Marta - poi accoglieremo anche studenti stranieri con l’obiettivo di formare professionisti della sala che possano anche diffondere la cultura italiana all’Estero. Quindi esporteremo il modello Intrecci, a febbraio aprirà una nostra sala in una culinary farm in un centro universitario a Bangalor in India e poi voleremo a Dubai, Usa, in Spagna, Francia e Germania”. 

Progetti di cui si è discusso con Pablo Marquez, consulente gastronomico di Gasma, il centro universitario spagnolo di gastronomia e management culinario, e Antonio Begonja, general manager del ristorante Per Sè di New York, che saranno partner di Intrecci nel processo di internazionalizzazione. 

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