Minori, anziani, famiglie in crisi: il “Palazzaccio” di Terni a porte aperte

Una volta a settimana in corso del Popolo le udienze del tribunale dei minorenni, via agli sportelli InformAzione, più sicurezza. Il punto del presidente Ianniello. Ma ci sono anche perplessità

A dispetto delle accurate procedure che da circa un mese si rendono necessarie per entrare negli uffici e nelle aule del Palazzaccio di corso del Popolo, il Tribunale di Terni sta cercando sempre di più di aprire le sue porte. E di farlo, soprattutto nei confronti delle fasce più deboli: minori, anziani, famiglie in crisi.

Le novità del recente passato e del prossimo futuro sono state illustrate questa mattina dal presidente del tribunale cittadino, Rosanna Ianniello. “È passato poco più di un anno dal mio insediamento, non nascondo che ci sono ancora molte criticità, ma stiamo lavorando”, dice Ianniello, sottolineando che la “giustizia è in sofferenza” e che sintomo – ed emblema – di queste difficoltà è la lunghezza dei processi. Soprattutto di quelli civili. Non a caso si è scelta la data del 25 ottobre, giornata europea della giustizia civile, per illustrate i passi che Terni vuole compiere. Senza dimenticare, però, che una “giustizia frettolosa crea problemi”. I risultati, insomma, non sono i numeri delle cause chiuse. Anche perché la sfida sarebbe impietosa.
Pur a fronte dei progressi che Terni ha comunque fatto. “Dal 30 settembre 2017 al 30 settembre 2018 il numero delle pendenze è sceso da 7.740 a 7.229 – dice Ianniello – nonostante un incremento delle sopravvenienze, passate nello stesso arco di tempo da 7.747 a 8.168”.

Riforma del diritto fallimentare, cosa rischia il tribunale di Terni

C’è ancora una montagna da scalare, ingigantita dai pesanti strascichi della crisi economica. “Terni è una città a vocazione industriale e come tale, in questo periodo ha fatto registrare un maggior numero di fallimenti e una maggiore conflittualità nei rapporti di lavoro”. Per fare fronte alla crisi generata dalla crisi, tre giudici sono stati destinati in via esclusiva al diritto del lavoro. E poi c’è un’altra imponente quantità del lavoro che deriva dal diritto famigliare: separazioni, divorzi, contenziosi legati all’affidamento dei figli.

È proprio su questo aspetto che si concentra una delle maggiori novità presentate dal Tribunale. Ossia l’apertura di una sezione del tribunale dei minorenni regionale all’interno della struttura giudiziaria cittadina. Significa che una volta a settimana si terranno a Terni le udienze che si sarebbero dovute svolgere a Perugia, agevolando in questo modo famiglie, avvocati, operatori dei servizi che risparmieranno tempo (e denaro pubblico) e potranno dedicarsi di più alle esigenze del territorio. Inoltre, così come illustrato anche dall’assessore comunale alle politiche sociali, Marco Celestino Cecconi, all’interno del tribunale sarà individuata una stanza per udienze protette, incontri e altre attività che riguardino i minori.

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Sezione dedicata ai minori, parla l’assessore Cecconi

Tutto bene, dunque. O quasi. Le novità introdotte incassano l’approvazione dell’ordine forense, delle camere civili e penali di Terni, dei giovani avvocati della Conca. Ma (soprattutto) l’istituzione dello sportello InformAzione, presso il quale ci si potrà rivolgere in caso di crisi economica, necessità giudiziarie o se si è vittima di reato (per ogni esigenza, verranno fornite indicazioni relative al soggetto più indicato a cui rivolgersi) qualche malumore lo solleva. La protesta non è plateale. Gli applausi si sentono, i volti rilanciano cenni di approvazione. Ma nei capannelli - e su qualche chat social - le perplessità si fanno vedere. E arrivano soprattutto dal mondo forense. Quel mondo che, oggi, sembra sentirsi in secondo piano. “Dare informazioni? Spiegare quali sono i diritti dei cittadini e come farli valere? Ma noi questo già lo facciamo. Però così sembra che siamo soltanto dei vampiri succhia soldi”.
 

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