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Myriam e Yosef, la più straordinaria storia d’amore di tutti i tempi

Accadde a Natale, un racconto al giorno: Valeria Muledda legge il testo scritto da Arnaldo Casali

Sin da bambino mi sono chiesto perché della storia d’amore più importante della storia, nessuno abbia mai parlato.

Ossessionati dall’idea di una “sempre vergine” e di un “castissimo sposo”, abbiamo ridotto la Santa Famiglia alle due statuine da mettere nel presepe, impossibile da immaginare nella sua vita quotidiana; una famiglia dove i genitori non hanno né una vita sessuale né alcuna autorità sul figlio.

Eppure i vangeli ce ne parlano come di una normalissima famiglia. Giuseppe viene definito “padre” di Gesù (mentre noi l’abbiamo trasformato in “custode”) e si parla molto chiaramente di fratelli e sorelle di Gesù, di cui conosciamo persino i nomi e uno dei quali – Giacomo – è diventato poi il capo della comunità cristiana di Gerusalemme.

Il concepimento di Maria senza rapporti fisici non solo non ha niente a che fare con l’Immacolata concezione ma non c’entra niente nemmeno con la divinità di Cristo, sulla quale – non a caso – non insistono né Luca né Matteo (gli evangelisti che parlano del concepimento) mentre ne parla soprattutto Giovanni, che ignora del tutto la nascita. D’altra parte Gesù non è certo un semi-dio come Achille: non è nato dall’“incrocio” tra un essere umano e un essere divino, ma è vero Dio e vero uomo: il concepimento verginale dimostra che nulla è impossibile a Dio, ma non serve né a rafforzare la divinità di Cristo né tantomeno a difendere la castità di Maria.

La nascita di Cristo è impregnata di errori storici, stereotipi e luoghi comuni: dalla data stessa (il 25 dicembre è puramente convenzionale, e anche l’anno è sbagliato: Cristo è nato infatti – paradossalmente – nel 7. a.C.) ai magi (che non erano tre e non erano re), dalla capanna (si trattava in realtà della stalla di una normale casa) fino alla ricerca di un “albergo” (non esistevano gli hotel al tempo) e alla stella, che non era affatto una cometa.

Tuttavia lo stereotipo più difficile da sfatare è proprio quello della “Sacra famiglia” in cui sembra che ogni membro stia recitando la parte in una rappresentazione sacra anziché essere vero padre, vera madre, vero figlio.

LEGGI | Accadde a Natale, tutti i racconti

Per questo, tanti anni fa, mi è venuta voglia di andare alla scoperta di quella che deve essere stata, invece, una straordinaria storia d’amore e di cui nessuno ha mai parlato: quella tra Myriam di Nazaret e Yosef di Betlemme.

Il racconto, che è di larga misura il più lungo di Accadde a Natale, ai più sprovveduti potrebbe apparire quasi blasfemo: non mi stupisce, quindi, che abbia diviso i lettori. Tra le recensioni uscite in queste settimane, è stato considerato infatti da alcuni critici come il migliore e da altri come il peggiore.

LA SCHEDA | Accadde a Natale, il nuovo libro di Arnaldo Casali

La versione audio è stata interpretata e diretta da una delle più belle voci che abbia mai incontrato: Valeria Muledda, attrice, artista e performer, docente di Performing Art e fondatrice dei collettivi artistici Svarnet e Studiovuoto.

Buon ascolto!

CLICCA PER ASCOLTARE

Natale 7 a.C.
Letto da Valeria Muledda
live a Firenze, luglio 2010, con DJ Cris
Tratto da Arnaldo Casali, Accadde a Natale, Graphe.it edizioni

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