Nemmeno le trote restano a Terni, il laboratorio di Terrìa resta chiuso

Dal 2016 l'impianto trasferito a Cerreto di Spoleto, la Regione: "Decisione saggia, abbiamo risparmiato". La Lega attacca: "La provincia sempre penalizzata"

Una trota fario

Tutto a Perugia, neanche le trote restano più a Terni. Il laboratorio ittico di Terrìa, a Ferentillo, chiuso nel 2016, non riaprirà. Per la Regione è stata "saggia" la decisione di spostare tutto nella vicina struttura di Borgo Cerreto e indietro non si torna.

“L’impianto di Terrìa - ha spiegato l'assessore regionale all'Ambiente, Fernanda Cecchini, rispondendo a una interrogazione della Lega - faceva parte di un più ampio complesso di proprietà privata, su cui la Provincia di Terni aveva realizzato l’allevamento di trote fario per immettere fauna autoctona. É stato fatto un lavoro egregio. La Provincia di Terni fino al 2015 ha pagato l’affitto, dopo il fallimento del privato. In base al riordino delle Province, le funzioni sono tornate in Regione, che gestisce anche gli impianti di allevamento del Trasimeno, centro ittiogenico per carpe e lucci e, a poca distanza da Terrìa, quello di Borgo Cerreto, di proprietà della Provincia. Abbiamo saggiamente trasferito, realizzando risparmi notevoli, gli impianti di Terria a Borgo Cerreto, compreso il lavoro di selezione della trota, infatti l’anno scorso sono nate le piccole trote e ne sono state immesse sul territorio oltre 60 quintali. Non solo abbiamo salvaguardato il lavoro ma siamo in regola con le direttive europee. E il patrimonio di conoscenze e attività del centro di Terrìa è stato interamente salvaguardato”.  

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Per il consigliere regionale della Lega, Emanuele Fiorini, si tratta dell'ennesima "penalizzazione" della provincia di Terni. "Non sono d’accordo con la scelta che è stata fatta - ha detto in aula - perché ritengo che non sia giusto chiudere il centro di Terrìa dopo tanti anni di impegno e di risultati ottenuti, anche grazie a redditizi investimenti pubblici”. L'esponente del Carroccio ha sottolineato l'importanza dell'impianto di Terrìa "dedicato alla riproduzione e conservazione della Trota Fario del ‘Ceppo Mediterraneo’, che nel Parco Fluviale del Nera trova il suo habitat ideale. Non è possibile che il patrimonio di conoscenze contenuto all’interno del laboratorio ittico di Terrìa resti nell’indisponibilità generale della comunità umbra, particolarmente attenta alla salvaguardia delle bellezze naturali che il territorio regionale offre. Inoltre la struttura, inserita tra le Gole del Nera e il Lago di Piediluco, sarebbe un valido attrattore turistico su cui poter far leva, per rendere l’area ternana maggiormente appetibile da appassionati di pesca, semplici amanti del buon vivere e da visite didattiche”.



 

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