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foto Giacomo Sirchia

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Ospedale di Terni, Chiarelli: “Attività ambulatoriale mai sospesa. Presenza dei pazienti nei corridoi? Dovuta a due fattori”

Il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera Pasquale Chiarelli è intervenuto nel corso della commissione preposta: “Situazione non rosea ma neppure nera”

Numeri e criticità, chiarimenti e futuro. Nel corso della seconda commissione consiliare sono stati auditi il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera Pasquale Chiarelli ed il commissario straordinario della Usl territoriale Massimo De Fino. A presenziare i lavori Rita Pepegna che ha spiegato come: “L’incontro scaturisce da due precedenti con il comparto dell’azienda ospedaliera e l’ordine dei medici e sindacati. Sono emerse alcune criticità, una su tutte la carenza di personale, la quale non permette la gestione adeguata di servizi”.

Successivamente ha preso parola il sindaco Leonardo Latini: “E’ un momento di confronto con la commissione. Necessario che si faccia il punto della situazione per comprendere fino in fondo le prospettive. La chiarezza speriamo possa affermarsi e contribuire ad una gestione ordinata delle fasi future. Molte questioni possono essere poste sul piatto e discusse.”

È stata dunque la volta di Pasquale Chiarelli che è intervenuto per comparti. Sui numeri dell’attività ambulatoriale bloccata fino al 22 giugno, con ripartenza graduale dal 19 maggio scorso: “Sono state sospese 14000 prestazioni e recuperate praticamente tutte, ne mancano 192 a sabato mattina. Se abbiamo erogato le prestazioni sospese fino al 22 giugno questo vuol dire che tutto è andato a scalare”. Il commissario ha dunque aggiunto: “Ciò vuol dire impegnare il Cup nel chiamare i singoli interessati. A settembre ed ottobre ci sono stati avvenimenti dove tutto è andato a scorrere, in piena sicurezza per i pazienti, chi li accompagna, gli amministrativi e gli operatori sanitari. L’attività ambulatoria non si è mai interrotta, anzi è aumentata – come ad esempio l’apertura nei week end - secondo le disponibilità dei medici e le liste di attesa sulle quali conformarsi. Quello che si è bloccato è la possibilità di prenotazione. Nelle scorse settimane avevo presentato una richiesta per trovare ulteriori strutture esterne. È stata individuata nei laboratori dell’Ast per una serie di motivi. Infine si è risolto anche il problema del Cup poiché i dipendenti, per un turno, possono espletare in loco tutta la parte amministrativa”.

Sul personale: “C’è stato un primo incontro con i sindacati a fine luglio, era opportuno utilizzare le graduatorie a livello nazionale. Alle sigle abbiamo confermato tale volontà, poiché iniziato in precedenza. Sono state stabilizzate 40 persone, già interne all’ospedale a tempo indeterminato, usufruendo di tutte le graduatorie presenti. L’azienda di Terni è povera di dirigenti amministrativi. C’è un problema organizzativo della struttura. Nello specifico l’ufficio del personale e tecnico ovvero impianti, patrimonio e apparecchiature. Dal 1 gennaio ad oggi è possibile computare 131 persone in più che lavorano per l’azienda ospedaliera, di svariate categorie. I concorsi sono undici, a tempo indeterminato. Cito quello di pneumologia e per gli anestesisti. Il piano assunzioni che abbiamo inviato agli organi preposti è molto importante per aumentare sensibilmente il personale”.

Prelievi: “Il punto era assolutamente insicuro. Si tratta di un’attività non propria dell’azienda ospedaliera. Poiché l’esame è una cosa, il prelievo è un’altra”.

A seguito degli interventi dei consiglieri comunali il dottor Chiarelli ha risposto ai quesiti: “In questi mesi il lavoro dei bed manager è stato fondamentale. Gli interventi ordinari hanno avuto un calo del 16,20% comparando i due periodi del 2019 e 2020. Sui pazienti presenti in corridoio è un problema annoso dovuto a due fattori fondamentali. La gente è tornata a venire in ospedale e gli interventi aumentati così come sono aumentati in modo sensibile gli accessi al Pronto soccorso non covid. A tal proposito sono incrementati anche i cluster come nel reparto di oncologia ma nessun paziente oncologico è stato interessato dal Covid. La situazione non è assolutamente rosea ma neppure nera. Sui concorsi ci sono dei tempi che non dipendono da noi. Ad esempio sulla pneumologia il 13 gennaio verrà espletato”. Sul pronto soccorso: “C’era un’aula riunioni adibita a magazzino. Con l’areazione necessaria ho proposto di utilizzarla per gestire i casi Covid non complessi, ed evitare assembramenti”. Infine sui vaccini: “Abbiamo individuato quattro ipotesi di siti per lo stoccaggio. Necessario naturalmente reperire i frigoriferi -80 gradi. Stiamo organizzandoci in tal senso”

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