Smog e Isee, la città si divide: favorevoli e contrari

Dibattito sulle misure del Comune. I consumatori: cosa c’entra l’inquinamento con la dichiarazione dei redditi? Le associazioni di categoria: tentativo apprezzabile, ma va applicato in modo intelligente

Lo hanno già fatto il Veneto e l’Emilia Romagna: bloccare i mezzi più inquinanti per contrastare lo smog, prevedendo deroghe anche in base al reddito degli automobilisti. Adesso ci prova anche Terni con le nuove misure anticipate da Palazzo Spada che dovrebbero entrare in vigore dal prossimo primo novembre. Ma non tutti sono d’accordo.

Intanto, la situazione

Il blocco delle auto potrebbe non riguardare chi ha un reddito Isee pari o inferiore a 14.000 euro e dispone soltanto di un veicolo Euro 3. A Terni, su un parco circolante complessivo di 72.593 autovetture, circa 30mila sono state immatricolate fino al 31 dicembre 2005 e dunque rientrano nella categoria a cui, nei giorni di blocco, sarebbe vietato circolare. Rispetto ad un numero totale di 75.933 contribuenti, che hanno dichiarato redditi Irpef per quasi 1,6 miliardi (i dati fanno riferimento alle dichiarazioni 2017), quelli con un reddito lordo tra 20 e 25.000 euro - tale da generare un Isee entro i 14.000 euro - sono circa 30.000. In estrema sintesi, la deroga consentirebbe di lasciare in circolazione più o meno 30.000 automobili Euro 3.

I consumatori

“Cosa c’entra l’Isee con lo smog?”, si chiede Franco Todaro, responsabile per Terni della Federconsumatori, che ritiene la proposta come una “sciocchezza” e che sollecita piuttosto alla convocazione di tavoli allargati quando sul tappeto della discussione ci sono temi come questo. “Ma i consumatori – rileva – non li chiamano mai”.
Sulla stessa linea si trova Isoliero Cassetti (Adiconsum) che non fatica ad ammettere che quello dell’ambiente per Terni sia un “problema reale” ma che, proprio per questo, dovrebbe sollecitare una “riflessione concreta” da parte di un “tavolo allargato a consumatori, associazioni di categoria ed istituzioni” che possa produrre una “programmazione”. “Inutile che pensiamo a cosa fare da qui a marzo e poi non se ne parla più”. L’invito è invece a individuare “soluzioni corrispondenti agli obiettivi. In passato – aggiunge Cassetti – si discusse di potenziare i parcheggi di attestamento per favorire l’uso del trasporto pubblico o quelli di mezzi alternativi, come il progetto Valentina. Sono soluzioni culturali…”.

Le associazioni di categoria

“Al di là dell’iconografia del portadocumenti con dentro il libretto di circolazione la dichiarazione dei redditi – dice Stefano Lupi, presidente di Confcommercio Terni – credo che questo sia un tentativo apprezzabile per cercare di limitare il disagio. Non ritengo sia una vessazione. Ma è evidente che si dovranno studiare modalità per rendere più agile ed efficace il provvedimento”, come ad esempio la distribuzione di permessi speciali legati alla condizione Isee, così da “agevolare i controlli, far funzionare il sistema e tenere a bada i furbetti. Ricordando – conclude Lupi – che il tema della salvaguardia dell’ambiente e della salute è centrale e deve tenere conto di tanti fattori come le polveri sottili, la diossina o i metalli pesanti”. Per ognuno dei quali, insomma, andrebbe studiata una soluzione.
Di “falso problema” parla invece Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Terni. Almeno se le modalità di applicazione saranno queste, ossia fornire ogni automobilista di un permesso piuttosto che costringerlo a tenere nel portadocumenti la dichiarazione Isee. “Sono tanti i cittadini che producono questo documento per accedere ai servizi comunali, come la mensa o il trasporto scolastico. E quindi, individuare che potrebbe avere diritto all’esenzione non dovrebbe essere troppo difficile”. Difficile sarà semmai, sostiene Franceschini, controllare un altro settore delicato per l’inquinamento, ossia quello del riscaldamento domestico. E, in modo particolare, quello prodotto con le stufe a pellet. “Chi controlla sul rispetto delle regole? Sulle temperature nelle case o sulla qualità del materiale bruciato?”.

La politica

“Mentre si avvicina a grandi passi un altro autunno e un altro inverno di blocchi per automobili e autocarri più vetusti, ricordiamo che, da quasi tre anni, è bloccata in Regione una nostra proposta per convertire e rinnovare il parco mezzi degli umbri. L’auspicio - scrivono in una nota Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, consiglieri regionali del M5S - è che, dopo l’apertura nel 2014 dell’infrazione europea contro l’Umbria per inosservanza dei limiti alle polveri sottili, stavolta nella legge di stabilità regionale Catiuscia Marini preveda davvero quelle risorse in grado di attuare politiche trasportistiche più compatibili con la salute umana, a partire dalla conversione metano e gpl degli autoveicoli, possibilmente esentandoli dal bollo. Altra misura fondamentale sarebbe quella di prevedere un contributo per il rinnovo tout court del parco circolante: questo e altro accade, da anni, in alcune regioni, ma non in Umbria. Il M5S chiederà anche quest'anno a Catiuscia Marini di stanziare una congrua cifra per contribuire a rinnovare il parco auto degli umbri: è anche una questione di salute”.

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