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Venerdì, 9 Dicembre 2022
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“Decreto” No vax, rientro in corsia fra le polemiche per i medici di Terni

Una dozzina quelli della Asl Umbria 2, tra cui due medici di base, e circa trenta per l’ospedale Santa Maria. Mancini (Lega): “Finalmente alle spalle il buio e ottuso periodo del green pass”. Fora (Patto Civico): “Si umilia il 99% dei medici che seguendo scienza e coscienza si sono vaccinati”

Saranno le Regioni a dover individuare quale percorso ed eventualmente qualche altro incarico assegnare ai medici “no vax” che, con apposito decreto del Governo, possono tornare al lavoro dopo la sospensione – senza stipendio – seguita alla verifica del mancato obbligo vaccinale durante l’emergenza Covid.

Si tratta di una dozzina di unità per quanto riguarda tutta la Usl Umbria 2 – tra questi, una decina tra infermieri ed Oss e due medici di medicina generale, uno in servizio a Narn – e di circa trenta dipendenti dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni.

La decisione dell’esecutivo sta creando diverse fratture a livello nazionale: alcune Regioni, come la Puglia, non intendono dare seguito al provvedimento e dunque il percorso di rientro in corsia sembra annunciarsi complesso.

Anche in Umbria, le polemiche non si fanno attendere. Da una parte il consigliere regionale della Lega, Valerio Mancini, che chiede un “recepimento pieno” del decreto e dall’altra il collega Andrea Fora (Patto Civico) che rileva come in questo modo si “umilia” il 99% dei medici che si è invece vaccinato.

“L’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, si faccia garante di un recepimento pieno e completo e di un’attuazione omogenea su tutto il territorio ed in tutte le strutture regionali del decreto che mette finalmente termine alle limitazioni da pandemia in ambito sanitario”. Lo chiede, annunciando un'interrogazione in merito, il consigliere regionale della Lega e presidente della Seconda commissione Valerio Mancini.

“Il recente decreto n.162/2022 prevede tra le altre misure - spiega Mancini - l’anticipo della decadenza dell’obbligo vaccinale per il personale medico e sanitario, facendo di fatto venir meno il discutibile ‘sistema green pass’ anche negli ospedali, nelle strutture sanitarie e nelle rsa. Una ulteriore direttiva dei giorni scorsi chiarisce che in questi luoghi, a tutela della salute di fragili e malati, sarà comunque necessario continuare ad indossare la mascherina”.

“Alla luce di queste importanti novità nazionali - prosegue il consigliere di maggioranza - appare necessario ricevere dalla giunta regionale rassicurazioni circa l’integrale recepimento delle previsioni ministeriali, il rientro in servizio del personale sospeso in quanto non vaccinato e il ripristino della libertà di accesso per visitatori, familiari e caregiver che prestano assistenza a pazienti ospedalizzati o ad anziani ricoverati nelle Rsa. Essendo finalmente alle spalle il buio e ottuso periodo del green pass e delle relative umilianti restrizioni, è giunto il tempo di guardare avanti e la Regione Umbria deve essere pronta a riaprire quelle porte lasciate chiuse per troppo tempo, pur salvaguardando, attraverso le mascherine, l’incolumità e la salute dei ricoverati”.

Valerio Mancini conclude formulando l’auspicio di ricevere “rapide e complete informazioni dall’assessore Coletto circa l’immediato ed uniforme recepimento di quanto disposto dal Decreto, al fine di garantire agli umbri un ripristino di normali condizioni di accesso e di vita, anche in ambito sanitario”.

“Ritengo grave la scelta del Governo sul reintegro in servizio dei medici no vax. Almeno la Regione li collochi in ruoli compatibili con questa loro scelta”. È quanto dichiara invece il consigliere regionale Andrea Fora (Patto Civico) annunciando la presentazione di un’altra interrogazione in merito.

“Non si può che osservare con forte preoccupazione – spiega Fora - la scelta di anticipare il reintegro dei medici e degli altri professionisti della sanità non vaccinati, il condono sulle multe ai no vax e la diversa sensibilità sull’importanza dei vaccini che sembra animare le prime mosse di questo Governo”.

“Questa mattina – prosegue Fora - il ministro Schillaci ha chiarito che spetterà alle Regioni e alle direzioni sanitarie individuare ruoli e funzioni di questi medici. Ritengo che le Regioni, che in queste ore stanno adottando ordinanze contro questo atto del Governo, vadano nella giusta direzione. È molto grave che per accaparrarsi il consenso dello 0,7% dei medici, quelli no vax, e mostrare discontinuità sui vaccini rispetto ai precedenti governi, non solo si mette in pericolo la futura credibilità delle campagne vaccinali con posizioni antiscientifiche, ma si umilia il 99% dei medici che seguendo scienza e coscienza si sono vaccinati”.

“La Regione Umbria – conclude Fora - dovrebbe adottare lo stesso comportamento delle altre regioni contro il provvedimento del Governo o in subordine, seguendo l'indicazione del ministro Schillaci, far individuare alle direzioni sanitarie, per i medici no vax, funzioni compatibili con la loro condotta anti scientifica”.

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