Libri di testo, Palazzo Spada mette mano al portafogli: pronti 170.000 euro

La somma servirà a coprire le spese per i testi di scuola elementare dell’anno scolastico 2018/2019. Nessuna novità per gli arretrati

Libri di testo

Arrivano i soldi. Ma non sono tutti. Soprattutto, non sono quelli che i librai di Terni aspettavano con più trepidazione. Il Comune di Terni ha infatti “impegnato” 170.000 mila per la “fornitura gratuita dei libri di testo alle famiglie di alunni frequentati le scuole primarie” in vista del prossimo anno scolastico. All’appello però mancano i circa 150.000 euro che una quindicina di librai di Terni devono ancora incassare dallo scorso anno.

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La determina

I soldi sono stati individuati con una determinazione del dirigente dei servizi educativi e scolastici di Palazzo Spada sulla scorta del fatto che i libri di testo per gli alunni delle scuole elementari (ora primarie) devono essere forniti in forma gratuita. L’impegno di spesa previsto è di 170.000 euro che verranno accantonati nel bilancio comunale 2018 “in fase di definizione”. Una ventina le librerie cittadine individuate come “fornitori” oltre ad enti locali, “esercizi commerciali, rivenditori autorizzati, ed ogni eventuale fornitore che ad oggi non è possibile prevedere, che provvederanno a fornire i libri di testo per le scuole primarie agli aventi diritto – è spiegato nel documento - nonché l’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Perugia e la biblioteca italiana per i ciechi ‘Regina Margherita’ – onlus di Monza, ai quali i medici specialisti si rivolgono in maniera preferenziale ed esclusiva richiedendo la fornitura di libri di testo in Braille o ingranditi, secondo le peculiari esigenze dei singoli alunni ipovedenti”.

Gli arretrati

Restano però in sospeso i crediti vantati da un gruppo di librai cittadini, ai quali mancano all’appello circa 150.000 euro. L’amministrazione comunale ha annunciato la volontà di affrontare il problema, senza però rispondere però alla richiesta di un incontro avanzata dal legale che si sta occupando del caso, l’avvocato Massimo Longarini, col rischio che il silenzio si rifletta sull’avvio dell’anno scolastico. In questi giorni, la maggior parte delle case editrici sta chiudendo per ferie. E gli ordini – in mancanza degli arretrati o di un impegno concreto del Comune – non verranno effettuati, slittando a fine agosto. Con il rischio che molti alunni – a meno che non provvedano in forma autonoma – potrebbero ritrovarsi ad iniziare l’anno scolastico senza i libri di testo.

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