Pendolari, l’odissea continua: ombre sulla stazione dei bus di Roma Tiburtina

L’allarme dell’assessore umbro, Chianella: spostamento ad Anagnina mette a rischio efficienza e sicurezza. Ecco come si muove il Comune capitolino: il progetto dell’assessore e la mozione in Campidoglio

La gran parte dei 250mila passeggeri che ogni anno si spostano dall’Umbria per Roma – fra lavoratori pendolari e studenti – insiste sulla provincia di Terni. Per questo, il trasferimento dell’autostazione Tibus da Termini ad Anagnina interessa in maniera diretta l’area del Ternano. Le proteste che però si sono levate in questi ultimi giorni – non solo dall’Umbria, ma anche dall’Abruzzo e da altre realtà del centro Italia – potrebbero modificare il piano di Roma capitale e “limitare” i danni.

I fatti

L’assessorato alla Città in movimento di Roma capitale sta lavorando ad una nuova autostazione dei pullman nell’area di Tiburtina: l’obiettivo è quello di mantenere un nodo di scambio strategico per la città. Nell’ottica di agevolare gli interventi, stando almeno a quanto detto da Linda Meleo, assessore di Roma capitale, è stata individuata l’area di Anagnina per trasferire in maniera provvisoria l’autostazione Tibus, sfruttando comunque l’occasione “per creare un altro nodo di scambio strategico per la nostra città. L’iter permetterà un servizio migliore e più funzionale e soprattutto metteremo fine a una situazione controversa”.  Situazione controversa che deriva dal fatto che l’autostazione Tibus occuperebbe gli spazi di Tiburtina “in modo abusivo da marzo del 2016 – dice Melo - Come amministrazione, invece, di procedere all’ennesima proroga abbiamo posto fine alla ‘surreale’ concessione sottoscritta nel 1999. Entro fine anno, il dipartimento sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana (Simu) bandirà la gara per l’esecuzione dei lavori della stazione Anagnina, operazioni che inizieranno dal 2019. Sottolineo comunque che Anagnina garantisce anche un collegamento diretto con la linea A della metropolitana fino al centro città e può quindi divenire un importante snodo strategico per chi arriva a Roma dalla direttrice sud”.

La mozione nell’assemblea capitolina

Soluzione dunque che sarebbe provvisoria ma che ha destato lo stesso allarme. Tanto che a fine novembre in campidoglio è stata approvata all’unanimità la mozione unitaria che ha racchiuso le tre presentate da Fratelli d’Italia, Pd e centrosinistra contro lo spostamento del terminal bus degli autobus regionali dalla stazione Tiburtina ad Anagnina. A Tiburtina ci sarà solo una novità: gli autobus passeranno dal piazzale ovest a quello est.

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L’allarme dell’Umbria

Un passaggio istituzionale che però non scaccia del tutto le perplessità. “Confinare da Tiburtina ad Anagnina i 250mila passeggeri, pendolari e studenti provenienti da e in partenza per l’Umbria rappresenta un’inopinata penalizzazione e mette a rischio la gestione in sicurezza ed efficienza dei nostri operatori”, afferma l’assessore regionale ai trasporti Giuseppe Chianella, che annuncia anche di aver chiesto formalmente al Comune di Roma e alle istituzioni coinvolte di intervenire urgentemente per scongiurare i sicuri disagi a cui andrebbero incontro i passeggeri umbri che utilizzano l’autostazione Tiburtina e di trovare, su un tavolo aperto a tutte le parti interessate, una soluzione condivisa prima di assumere qualsiasi decisione. “Prevedere per Anagnina la progettazione di un semplice capolinea degli autobus di lungo raggio - secondo l’assessore -  significa non tenere conto delle conseguenze legate alla sicurezza dei passeggeri, all’accoglienza e agli standard di trasporto previsti dalla regolamentazione comunitaria e nazionale relativamente ai diritti di passeggeri con autobus. Al contrario - afferma Chianella - va sottolineata la oggettiva funzionalità ed efficacia dell’attuale autostazione Tiburtina che gestisce, in assoluta sicurezza, oltre otto milioni di passeggeri all’anno e che è ubicata in un’area strategica di Roma fortemente interconnessa con le altre modalità di trasporto e realizzata con soli fondi di privati, senza alcun onere a carico della finanza pubblica, la cui gestione attende solo l’indizione, da parte della pubblica amministrazione, di una pubblica gara. Lo stanziamento di poco più di 600mila euro per i lavori di riqualificazione della area di Anagnina è certamente un importo insufficiente a garantire gli standard minimi di sicurezza, efficienza ed adeguatezza della infrastruttura per aziende ed utenza e rappresenta - conclude Chianella - un inutile e gravoso prelievo alla spesa pubblica”.

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