Alla ricerca dei tesori di Carsulae: lunedì riprendono gli scavi

Oltre quaranta tra archeologi e restauratori italiani e australiani saranno impegnati presso tre diversi saggi

Saranno oltre quaranta i professionisti chiamati a raccolta per riprendere gli scavi nell'antica città romana di Carsulae. Proprio da lunedì 1° luglio, infatti, archeologici e restauratori italiani e australiani torneranno all'opera, con l'obiettivo di riprendere i lavori iniziati nella scorsa campagna di scavo e conoscere in maniera più precisa le caratteristiche di una città che ha ancora tanto da raccontare.

Gli interventi, finanziati dalla Fondazione Carit, sono portati avanti dal 2016 dal team dell'Associazione Astra, a cui la Direzione generale del Mibac a ha affidato la concessione dello scavo, con la collaborazione del Laboratorio di restauro dell'Università della Tuscia di Viterbo e con la Monash University di Melbourne.
Per tutto il mese di luglio, e poi di nuovo a settembre e ottobre, il gruppo di lavoro continuerà ad indagare su tre diversi saggi, con l'obiettivo futuro di rendere fruibili nuovi reperti da parte del pubblico.

Le zone interessate saranno tre: l'area della domus, ossia l'abitazione delle ricche famiglie patrizie, quella del capitolium, ossia del tempio principale della città, e intorno al saggio D, dove era stata portata alla luce una strada e i resti di ambienti non ancora identificati. In tutto si tratta di circa 1000 metri quadrati da cui ancora tantissimo si potrebbe ricavare per conoscere Carsulae.

“Rispetto alla domus – dice il direttore scientifico dello scavo Massimiliano Gasperini – abbiamo riaperto l'atrio e l'ala laterale, dove abbiamo trovato dei mosaici e porticati. Con il nuovo scavo ripartiremo da qui, e ci aspettiamo di trovare altri mosaici e di definire con precisione la forma esterna della domus e il suo rapporto con il foro”.
Il capitolium si preannuncia altrettanto interessante soprattutto perché potrebbe presentare delle strutture sovrapposte e quindi, renderebbe possibile ricostruire le varie fasi di costruzioni della città.

domus 2-2

I restauri

Quello che caratterizza gli scavi in corso, è un approccio che prevede anche il contestuale restauro dei reperti rinvenuti e, per questo, i progetti a cui si pensa per il futuro riguardano anche la musealizzazione degli stessi. Il riferimento principale, considerando i risultati degli ultimi anni, riguarda i mosaici: “Noi scaviamo, studiamo, restauriamo e, soprattutto, tuteliamo i beni - continua Gasperini -. Di certo, ci piacerebbe che i mosaici che stanno emergendo da queste campagne non vengano solo restaurati, ma anche resi fruibili. Per fare questo, però, è necessario realizzare una copertura per tutelarli. Al momento, quello che possiamo fare è riportarli alla luce, descriverli, restaurarli e ricoprirli, e così procederemo anche in questa nuova tranche. Se poi, il prossimo anno o più avanti, sarà possibile compiere un passo ulteriore per renderli fruibili sarà sufficiente rimuovere la sabbia e saranno pronti. Ovviamente qualsiasi tipo di intervento in questo senso deve essere compiuto in sinergia con il Polo Museale, deve essere studiato l'impatto ambientale e tutte le azioni necessarie per inserire a Carsulae un nuovo percorso di questo tipo”.

Intanto, continuano i restauri di quanto emerso nel corso degli scavi: su intonaci dipinti, stucchi e cornici sono all'opera un cospicuo gruppo di restauratori. In questo caso, l'obiettivo è di ricostruire il ciclo e individuare lo stile, pur nelle difficoltà della grande frammentarietà dei resti rinvenuti.

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