Terni scommette sull’idrogeno: ecco il progetto Idra, così sarà il futuro della mobilità

Ast, Busitalia e Linde partner del progetto promosso dal Comune e dall’Università di Perugia. L’assessore Salvati: la storia della nostra città ha nel suo dna l’innovazione

Come spesso accade, programmare il futuro significa saper leggere nella maniera adeguata il passato. E se il futuro di Terni si declina anche immaginando una mobilità alternativa con mezzi elettrici e ad idrogeno, allora non si può fare altro che imparar qualcosa dalla tradizione industriale della città dell’acciaio.

“La storia di Terni ha nel suo Dna l’innovazione e vogliamo che così continui ad essere, specie per affrontare con tutti gli strumenti a nostra disposizione, i nostri talenti, le nostre caratteristiche, la difficile fase che ci attende a livello economico dopo la fine dell’emergenza”.

Lo dice l’assessore all’ambiente e ai lavori pubblici, Benedetta Salvati, illustrando lo stato dell’arte del progetto Idra con l’Università degli Studi di Perugia, che ha l’obiettivo di promuovere la mobilità elettrica a idrogeno in città, con una visione ambiziosa in supporto alla crescita economica sostenibile in tutto il territorio, attraverso interventi sull’intera filiera, con la possibilità di intercettare finanziamenti importanti, coinvolgere le aziende dell’area ternana, creare opportunità di lavoro.

“Nella nostra città si è sempre puntato sull’innovazione nella grande industria e nella chimica. Giova ricordare la straordinaria esperienza dell’ingegner Luigi Casale al quale abbiamo di recente dedicato una targa all’interno dell’ex Siri da lui fondata. Casale con le sue ricerche sull’ammoniaca fu, tra l’altro, il precursore dell’auto a idrogeno. Il primo veicolo alimentato ad ammoniaca (costituita da un atomo di azoto e tre di idrogeno) fu inventato e realizzato proprio a Terni, nel 1935”.

Con questa tradizione alle spalle, oggi il comune di Terni si candida ad essere uno dei primi comuni d’Italia a promuovere la mobilità elettrica a idrogeno. Si tratta di una tecnologia sviluppata a livello mondiale inizialmente da Toyota e poi seguita da altri grandi gruppi: una tecnologia che permette di sostituire le batterie di un veicolo elettrico, così da ridurre i tempi di ricarica e aumentare l’autonomia dei mezzi.

“L’opportunità per la città - spiega Salvati - nasce dalla disponibilità locale di infrastrutture dedicate all’idrogeno, su tutte l’impianto di produzione di idrogeno all’interno delle acciaierie”.

“Oggi dunque Terni è di nuovo protagonista dell’innovazione con il progetto Idra, proposto da UniPg con l’interessamento di numerose aziende del nostro territorio: Acciai Speciali Terni, Busitalia, e Linde, azienda leader mondiale di produzione di idrogeno con impianti produttivi nei comuni di Terni e di Narni”.

“La nostra amministrazione - continua l’assessore Salvati - è impegnata a sostenere il progetto in modo concreto. L’opportunità legata ai veicoli a idrogeno è già stata presentata all’interno del piano urbano di mobilità sostenibile, approvato lo scorso dicembre”.

“Inoltre nel recente bando destinato alla realizzazione e al posizionamento di postazioni per ricariche elettriche, abbiamo voluto inserire una premialità per punti-distributore adeguati ai veicoli ad idrogeno”.

“La leva principale per concretizzare la prima fase del progetto Idra può venire dal piano nazionale strategico della mobilità sostenibile del ministero dei trasporti. Il piano prevede una graduatoria, decretata recentemente, destinata ai comuni con alti tassi di inquinamento da Pm10. Il Comune di Terni è destinatario di un finanziamento di 6 milioni 733mila 138 euro, per la sostituzione di autobus urbani con nuovi mezzi a basso inquinamento, compresi quelli elettrici ad idrogeno”.

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