Scuole senza riscaldamento, corsa contro il tempo in vista del nuovo anno

A oggi il servizio per uffici e strutture di proprietà del Comune garantisce solo l'aria condizionata per l'estate, serve un nuovo bando ma potrebbero volerci mesi: task force per accorciare i tempi

I termosifoni rischiano di non funzionare a Terni

Le scuole di Terni rischiano di cominciare il prossimo anno scolastico senza riscaldamento. Già, fa strano parlare di termosifoni in questo agosto bollente ma a oggi l'unica speranza per molti piccoli studenti ternani di non ascoltare le lezioni al gelo e quella che questa estate partita in ritardo finisca il più tardi possibile. Metereologicamente parlando.

Perché ad oggi le strutture di proprietà del Comune - uffici e anche scuole - non hanno garantita la fornitura di energia e calore per la prossima stagione invernale. Effetti del dissesto finanziario in cui versa palazzo Spada. "Abbiamo trovato una situazione veramente drammatica - spiega l'assessore ai Lavori pubblici, Enrico Melasecche - e stiamo lavorando in condizioni di estrema difficoltà. La gara per la fornitura di energia e calore è scaduta ad aprile scorso dopo una proroga di tre anni rispetto alla prima aggiudicazione quadriennale. Successivamente è stata fatta una gara ad hoc solo per il periodo estivo per la fornitura di acqua calda e per il condizionamento ma siamo scoperti per il riscaldamento nel periodo invernale". Il problema non è insormontabile ma c'è da correre. Contro il tempo.

"Per fare una gara di questo tipo possono volerci almeno cinque mesi - prosegue Melasecche - e questo significa che per quanto riguarda le scuole potremmo non fare in tempo per l'avvio del nuovo anno scolastico. Per questo ho dato mandato agli uffici di costituire una task force speciale per redigere rapidamente il bando, che va fatto con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, e cercare di accorciare il più possibile i tempi".

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Il problema è emerso nel corso della discussione di questi giorni in Giunta sul bilancio riequlibrato che domani deve essere approvato dall'esecutivo di palazzo Spada per essere poi vagliato dal ministero delle Finanze nell'ambito delle procedure aperte con il dissesto finanziario dell'ente. Nelle ultime ore si stanno limando i dettagli soprattutto quelli relativi ai tagli da 3 milioni di euro che interesseranno tutti i settori. "Stiamo tagliando il superfluo cercando di evitare ripercussioni sui servizi ai cittadini", fanno trapelare dalla Giunta. Ma la manovra è molto complicata. 

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