Trasporto disabili, i sindacati suonano la carica: a rischio il servizio e l’occupazione

Cgil e Cisl pronti a chiedere l’intervento del prefetto: trovare nuove soluzioni assieme a famigliari e associazioni, altrimenti scenderemo in piazza

“Andare a fare una gita oppure semplicemente mangiare una pizza fuori casa a noi ci costa il triplo, ora poi veniamo ulteriormente penalizzati”. La voce dei familiari dei disabili si fa sentire di nuovo contro la contestatissima delibera comunale sul trasporto per soggetti con disabilità. A dare sostegno alla causa anche i sindacati confederali di Fp Cgil Terni e Fisascat Cisl che appoggiano le richieste degli stessi familiari e delle associazioni di settore: ritiro della delibera e confronto.

“La delibera va ritirata e non modificata – dicono Giorgio Lucci e Valentina Porfidi di Fp Cgil e Sergio Sabatini di Fisascat Cisl – noi apriamo da ora lo stato di agitazione, scriveremo una lettera al prefetto per essere convocati e trovare, insieme anche al Comune e alle associazioni di categoria, tutte le possibili soluzioni. Se così non sarà, allora andremo sotto Palazzo Spada”. No al risparmio sulla pelle delle famiglie, tuonano, e soprattutto di chi già vive seri problemi quotidiani, ma anche tutela degli operatori e dell’occupazione perché in questo modo, sostengono, verrebbero meno le garanzie per chi fino a oggi ha lavorato in questo tipo di traporti, si conta circa 25 operatori a fronte di 77 persone che necessitano del trasporto.

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Un trasporto particolare, continuano, perché occorre competenza per disagi spesso anche molto gravi davanti a cui serve saper subito come comportarsi. “Lo stanziamento dei fondi riservati al trasporto disabili – dicono i sindacati -  è stato ridotto di una percentuale superiore al 50%, da 270mila euro a 120mila, creando forti ripercussioni sul servizio e sugli attuali livelli di qualità e occupazionali. Le famiglie in sostanza dovranno riorganizzarsi autonomamente ma a fronte di fondi molto modesti secondo parametri Isee pari a circa 100 euro mensili, dunque dovranno necessariamente sborsare di tasca loro per garantire un servizio appropriato, utilizzando cooperative, aziende o associazioni di volontariato, con aggiunta di accompagnatore, aggiunta che rende ancora meno congrua l’offerta economica che era già riduttiva per il solo autista, costi che saranno determinati da aziende, cooperative e associazioni”.

disabili_conf_stampa_sindacati (2)-2Meglio un appalto, ribadiscono, perché non si possono mettere, per l’appunto, sullo stesso piano, neppure economicamente, volontari e cooperative. Poi, precisano, c’era più controllo sui criteri, ora ci saranno concorrenze anche sleali tra aziende e cooperative che applicano tabelle contrattuali e associazioni che utilizzano i volontari, importanti ma non sostituitivi del lavoro retribuito. “Non ci va bene questo ‘albo’ che livella tutti -  affermano - i servizi vanno appaltati come tutti i servizi pubblici. Ci sarà una riduzione per utenti, autisti e accompagnatori. E ci saranno ripercussioni anche sui centri diurni che finiranno per non essere più valorizzati in quanto si tenderà a spostare meno possibile le persone. Grave non essere stati coinvolti nella stesura della delibera - aggiungono i sindacati – la vertenza è aperta”. Intanto si attende la convocazione dei familiari e delle associazioni disabili in seconda commissione consiliare.

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