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Sabato, 3 Giugno 2023
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La storia | Il “Palazzaccio” compie un secolo: i primi cento anni del tribunale di Terni

Il regio decreto 601 del 24 marzo 1923 dotava la città dell’acciaio della sua autonomia giudiziaria. Grazie anche al grande impegno del geometra Ottavio Donatelli

Era il 24 marzo 1923 quando la città dell’acciaio si dotò di un suo tribunale. Un risultato raggiunto non per caso dall’oggi al domani, ma dopo anni, per non dire decenni (la prima richiesta di istituzione a Terni di un “tribunale civile e di commercio” risale addirittura al 1831 e porta la firma del Gonfaloniere Conte Giuseppe Castelli) di strenue battaglie guidate dalla giunta comunale e da alcuni tenaci cittadini che avevano a cuore il territorio in cui vivevano.

Tra gli artefici di questo traguardo troviamo Ottavio Donatelli, geometra visionario (nonché nonno del celebre cardiochirurgo Renato) che nel corso della sua vita si spese moltissimo per il conseguimento di tale obiettivo e non solo (basti pensare in primis all’elevazione di Terni a provincia, ottenuta nel 1927).

Egli ne La Provincia del Nera, un memoriale di 110 pagine pubblicato nel 1926, si concentrò sull’ultimo decennio di questo impegno della giunta comunale, a cui aderirono, tra il dicembre 1912 e il maggio 1913, numerosi enti amministrativi del circondario. A sostegno della sua tesi, il comune ternano riportò l’esempio di La Spezia che a quei tempi stava attraversando una fase di rapido sviluppo economico e demografico analoga a quella di Terni. E la città ligure all’epoca reclamava il medesimo provvedimento (che per la cronaca verrà anch’esso preso nel 1923).

“Il tribunale deve risiedere ove la sua alta funzione e la sua azione possono e devono svolgersi pronte, sollecite ed efficaci; e questa prontezza, questa sollecitudine e questa efficacia si reclamano giustamente in un centro popoloso come Terni, ove maggiore ferve il lavoro e gli affari sono più numerosi e più rapidi”, queste le parole di allora del comune che si possono leggere nella raccolta di Donatelli.

Le vicende politiche nazionali, che portarono alla caduta del governo Giolitti e al seguente insediamento di quello Salandra, e poi la grande guerra, rallentarono pesantemente il processo descritto.

Fu soltanto con il regio decreto numero 601 del suddetto giorno di esattamente un secolo or sono, in un clima di ritrovata speranza in città, che venne finalmente riconosciuta a Terni la propria autonomia giudiziaria. Il progetto originario prevedeva che l’attuale secondo capoluogo di provincia umbro diventasse centro di ben tre giurisdizioni, ma nei fatti la circoscrizione giudiziaria ternana venne fortemente ridimensionata.

Lo stesso Donatelli, del neonato tribunale, ricoprirà successivamente diversi incarichi come consulente tecnico.


 

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