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Fibrillazione per le nuove direttive regionali anti-covid. Scuola, trasporti e movida nel mirino

Riunione fiume al Comitato Operativo Regionale per stabilire, di concerto con il governo e le altre regione, quale strada intraprendere per fronteggiare la seconda ondata di covid.

Dalla prima mattinata di sabato 17 ottobre tutta la macchina operativa della regione Umbria capeggiata dalla protezione civile regionale, è in riunione con la gvernatrice dell'Umbria, Donatella Tesi, per stabilire, di concerto col governo e attraverso lo strumento della conferenza Stato-Regioni, come fronteggiare l'offensiva della seconda ondata di emergenza sanitaria da covid-19. 

Già nelle scorse ore, la presidente ha emesso due ordinanze che hanno ristabilito i criteri per le manifestazioni sportive e dato l'ok per la riattivazione della didattica a distanza che avrà durata di 15 giorni esclusimente per le scuole superiori. Giusto il tempo di riorganizzare e mettere a punto una serie di criticità che si sono evidenziate durante il primo mese di riapertura degli istituti scolastici.

La DAD, la revisione dei trasporti per gli studenti e lo smart working

L'operazione DAD a tempo determinato (15 giorni) esclusivamente per le scuole superiori, sembrerebbe essere il primo di altri e più aspri provvedimenti in serbo e già presentati durante la riunione del Cor da parte della Tesei. Una serie di iniziative che sarebbero state quasi totalmente condivise dalle regioni nell'ultima conferenza che ha avuto luogo nel pomeriggio di sabato 17 e potrebbero servire come "borgliaccio" per il governo. Un intervento che servirà anche per tirare il freno ad alcuni governatori che stanno già provvedendo a decidere con eccessiva autonomia.

Oltre alla DAD, c'è la richiesta di trovare soluzioni alternative per il trasporto pubblico, finalizzate a evitare assembramenti. L'idea, lanciata negli ultimi giorni, è la messa in strada di pullman turistici che garantirebbero il comfort e il rispetto delle norme sanitarie. 

Fra le iniziative da sottoporre al governo, anche l'innalzamento a 70 per cento dello smartworking per le categorie di lavoro non direttamente legate alla crisi sanitaria, dalle ore 18.00 in avanti la consumazione di cibi nei locali pubblici solamente ai tavoli e, neanche a dirlo, il divieto assoluto di assembramenti con un controllo ancor più intransigente delle forze dell'ordine. 

Ospedali territoriali e ospedali da campo

Fra i temi all'ordine del giorno, la revisione complessiva delle funzioni degli ospedali territoriali che saranno chiamati a gestire eventuali flussi di pazienti positivi e bisognosi di intervento. Primo fra tutti la terapia intensiva. Proprio in queste ore si sta ragionando se, come e dove posizionare gli ospedali da campo aggiuntivi e scongiurare potenziali congestioni già paventate dagli ultimi dati nazionali e regionali che indicano l'Umbria come regione a rischio sanitario.

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