Martedì, 27 Luglio 2021
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Università a Terni, Brancorsini: “Il territorio non conosce correttamente le attività svolte”. Verso un polo “Autonomo e di alto spessore”

Il delegato del magnifico Rettore Stefano Brancorsini: “Stiamo portando avanti delle nuove iniziative. Questa governance punta moltissimo su Terni”

Stefano Brancorsini

“L’Università c’è, è presente” e vuole svilupparsi ulteriormente. Il delegato del magnifico Rettore Stefano Brancorsini, focalizza l’attenzione sulla ‘Notte europea dei ricercatori - Sharper’ alla quale parteciperà anche il polo di Terni. L’evento è previsto per il 27 novembre ma sono numerose e collaterali le iniziative previste. Basta accedere su sharper-night.it e cliccare il link dedicato alla città. Oppure monitorare i social media di riferimento per potervi assistere.

“Si tratta di un evento molto importante” esordisce il professore. “Molte città universitarie presenteranno le proprie competenze al territorio, allargando comunque la visibilità a livello nazionale e internazionale. Ci sono stati momenti di lieve sofferenza per la didattica e soprattutto perché, il territorio ternano, non conosce correttamente quello che sta facendo il nostro polo. Nello specifico le competenze scientifiche e tecniche presenti, come le attività di ricerca. L’Università a Terni c’è, è presente e vorremo dare questo segnale anche alla comunità. Il 28 novembre concluderemo il tutto con un’iniziativa che coinvolgerà il comune, l’Arpa e le scuole”.

Un primo bilancio relativo all’anno accademico appena iniziato: “La situazione Covid ha messo in difficoltà il sistema economico, facendosi risentire anche sull’università. Stiamo portando avanti, da un punto di vista delle progettualità, nuove iniziative come già annunciato dal Rettore. Nella fattispecie un master, un corso di laurea di ottica ed optometria e la rivisitazione della facoltà di Ingegneria. Abbiamo intenzione di lavorare sui percorsi didattici per renderli ottimali anche per Narni e la facoltà di Economia. Questa governarce ritiene che Terni, o meglio la parte didattica, deve essere autonoma, specifica, di alto spessore. Partendo dalla prima immatricolazione dello studente fino ad accompagnarlo in un percorso serio, fornendo delle opportunità, collegate alle attività del territorio. Nello specifico dalle associazioni di categoria, alle aziende e ditte presenti”.

L’intervista completa nel video

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