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Via Narni, a settembre i lavori: troppe buche, arriva l’asfalto anti “raveling”

Approvato lo schema progettuale sui tre chilometri di Flaminia tra Terni e Narni: “Troppi mezzi pesanti e scarsa segnaletica, serve intervento sostanzioso”

Partiranno a settembre i lavori di sistemazione di via Narni, l’arteria che collega Terni a Narni costeggiando la zona industriale di Sabbione. Una arteria storicamente ad alta intensità non solo di traffico leggero, ma anche pesante. E per questo sottoposta a particolare stress. Stress che si tramuta in un maggior indice di incidenti stradali e in un deterioramento del fondo stradale. 

Per questo la giunta di Terni, in questi giorni alle prese anche con altri cantieri, ha approvato i lavori, finanziati per 400mila euro dalla Regione, per rimodellare la strada, in particolare il fondo. La novità è che il cantiere dovrebbe partire subito dopo l’estate, a settembre.   

Dalle carte del progetto, approvato in questi giorni in giunta, emergono alcuni particolari del piano di lavoro. “Il fondo stradale - si legge nei documenti - realizzato con materiali e tecniche tradizionali, presenta alterazioni delle condizioni della superficie della pavimentazione con un livello di severità di grado alto, oltre a diffusi cedimenti strutturali degli strati fondali del solido stradale. Tali condizioni compromettono la sicurezza della viabilità, sia per irregolarità del fondo stradale sia per le scarse condizioni di aderenza. Gli elevati volumi di traffico riguardanti la strada e il passaggio di mezzi anche di notevoli dimensioni, richiedono frequenti interventi di risanamento, spesso incompatibili con le ridotte disponibilità finanziarie a disposizione per tali interventi. La situazione è ulteriormente aggravata da una segnaletica stradale spesso insufficiente e corresponsabile di frequente incidentalità”. 

E proprio per ovviare al problema delle buche, ecco che sono stati scelti particolari materiali. “E’ necessario pertanto - prosegue il documento - realizzare interventi di recupero strutturale e riabilitazione all’uso tramite opere di rafforzamento dello strato di usura, con un nuovo tappetino in conglomerato bituminoso, la ricostruzione della porzione elastica del solido stradale e il risanamento degli strati fondali”. Per questo verrà utilizzato “un conglomerato caratterizzato da una maggiore resistenza alla formazione di deformazioni plastiche permanenti (ormaie), una maggiore durabilità anche in presenza di sollecitazioni cicliche (maggiore resistenza a fatica) ed una migliore adesione tra componente legante e lapidea del conglomerato con allontanamento del pericolo di fenomeni di sgranamento (raveling)”. In programma anche il “rifacimento della segnaletica stradale quale elemento determinante per la sicurezza per gli utenti della strada e delle aree da questa servite”.

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