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Lunedì, 4 Marzo 2024
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“Per il rispetto che devo ai cittadini che mi hanno votato, chiedo al sindaco pubbliche scuse”

L’intervento di Maria Grazia Proietti (Pd): “Non si può rimanere indifferenti alle parole che il primo cittadino ha pronunciato in consiglio comunale”

Non si può rimanere indifferenti di fronte alle parole che oggi ha pronunciato il sindaco di Terni Stefano Bandecchi durante il consiglio comunale. Nella fase di discussione sull'atto di indirizzo contro la violenza di genere presentato dai gruppi di opposizione, dopo gli interventi della sottoscritta e della consigliera comunale Cinzia Fabrizi, rivolti anche al chiarimento di altre frasi che il primo cittadino aveva già pronunciato e mai smentito in una dichiarazione a Fanpage, il sindaco ha poi precisato: “Un uomo normale guarda il bel culo di un'altra donna, forse ci prova anche, poi se ci riesce se la tromba anche”. Naturalmente la sottoscritta ha ritenuto opportuno, dopo tali affermazioni lasciare l'aula consiliare. 

Ho ripensato alle parole che il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha rivolto a noi cittadini italiani nel discorso di fine anno: “L'amore non è egoismo, dominio, malinteso orgoglio. L’amore, quello vero, è ben più che rispetto. È dono, gratuità, sensibilità. Penso anche alla violenza verbale e alle espressioni di denigrazione e di odio che si presentano, sovente, nella rete”. La costituzione italiana afferma che “i cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Quale disciplina e onore nelle parole di oggi del signor sindaco? Che cosa voleva intendere o comunicare che l'uomo in genere, è un uomo che spinto da impulsi sessuali, appena vede una bella donna, indipendentemente da chi sia, pensa di poterla fare oggetto di pulsioni sessuali? È questo quel che voleva farci comprendere? Atteggiamenti, idee devianti e prive di rispetto tanto per gli uomini che per le donne?

Io come cittadina di Terni, anche per il rispetto che devo ai cittadini che mi hanno votato, chiedo al sindaco pubbliche scuse e se non riesce a trattenersi da tali esternazioni, lo faccia in altri luoghi a lui più consoni, non certo durante il consiglio comunale e a palazzo Spada, sede del Comune di Terni. Forse Lei Signor Sindaco non la conosce Terni, ma Terni è una città che merita rispetto, che ha subito la violenza della guerra, che ha saputo trovare la forza di ricostruire le proprie case, la propria identità, la propria vita, dove ci sono donne e uomini che nutrono e vivono la speranza. Io sono orgogliosa della mia città, della gente che in essa vive, vorrei concludere con le parole del presidente Mattarella: “Ascoltare, quindi, partecipare e cercare con determinazione e pazienza quel che unisce. Unità non come risultato di un potere che si impone. Un atteggiamento che accomuna, perché si riconosce nei valori fondanti della nostra civiltà, ovvero solidarietà, libertà, uguaglianza, giustizia, pace”. 

*consigliere comunale Partito Democratico

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