Fiumi di veleno, Italia Nostra accusa: nessuno parla del metilmercurio

Inquinamento di Tevere, Nera e Paglia, l’associazione: contaminazioni già note, ma la Regione resta in silenzio su conseguenze ben più gravi

Analisi si un corso d'acqua

C’è il mercurio. E il metilmercurio. Ed è su questo elemento che la sezione di Orvieto di Italia Nostra punta l’attenzione dopo la diffusione da parte della Regione Umbria dei dati relativi ai primi campionamenti effettuati sui fiumi Tevere, Nera e Paglia.

“Dati già noti”

“Le ‘scoperte’ annunciate dall’assessore regionale Fernanda Cecchini e riportate dalla stampa in questi giorni – scrive Italia Nostra in un comunicato - circa la presenza del mercurio nel fiume Paglia erano già note almeno dal 2014 dal 2015 grazie a studi tecnico-scientifici pubblicati rispettivamente sul numero 4 della rivista Minerals e sul numero di giugno della rivista Italian Journal of Geosciences che, per altro, sono degli aggiornamenti a studi e indagini intraprese da tempo e rinvigoriti in seguito all’alluvione del 2012. È noto, quindi, che il mercurio proviene dalle cave di cinabro presenti sul Monte Amiata chiuse nel 1984”.

“Mancata vigilanza”

Quello che secondo Italia Nostra è mancato è, piuttosto, un altro aspetto. “Ciò che l’assessore Cecchini e il sindaco di Orvieto dovrebbero dirci è cosa hanno fatto finora le varie commissioni e ‘contratti di fiume’ avviati ormai da anni. Ancora più importante: ci dovrebbero dire perché la Regione Umbria e Comune di Orvieto non hanno chiesto l’intervento della magistratura per valutare eventuali responsabilità della Regione Toscana per danno ambientale, per un’eventuale mancata vigilanza nella chiusura e bonifica dell’area delle cave amiatine se, ancora a oltre trent’anni dalla chiusura di quelle cave, il mercurio continua a essere presente nel fiume Paglia in grande quantità”.

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Le altre emergenze

Un silenzio che, sostiene l’associazione, ha innescato gravi reazioni a catena. Prima fra tutte, “la trasformazione del mercurio in metilmercurio, forma certamente dannosa e tumorale (per tutti si ricorda la cosiddetta malattia di Minamata, una sindrome neurologica causata da intossicazione da mercurio), che avviene a ridosso di Orvieto, oltrepassata Allerona Scalo combinando il mercurio con batteri anaerobici, presenti nelle fognature e nelle acque inquinate. Il metilmercurio – mette in guardia Italia Nostra - entra nel circuito alimentare, e quindi vitale, degli animali, dai pesci presenti nel fiume Paglia, in questo caso, agli animali selvatici che si abbeverano o mangiano quei pesci, fino all’uomo. A fronte dei detti studi, che allertano su un pericolo di tale gravità, nessuno sembra rendersi conto. Apparentemente, nemmeno la Regione Umbria e il Comune di Orvieto, che minimizzano. Al contrario, bisogna intervenire con urgenza con la bonifica del fiume Paglia, magari mandando il conto alla Regione Toscana, una volta accertate le responsabilità”.

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