Il virus contamina anche l’acciaio, ThyssenKrupp mette Ast sul mercato: dalla Svezia all’India, a chi fa gola viale Brin

La lettera dell’ad Burelli: verranno valutate tutte le opzioni capaci di garantire crescita e sviluppo a un’azienda. Il sindaco di Terni: schierati con forza a tutela del sito produttivo e degli interessi della nostra città. I sindacati: in serio pericolo l’intero sito industriale con tutte le sue produzioni e i suoi livelli occupazionali

Dopo aver messo sul mercato il comparto “elevator” e avere messo nelle casse dell’azienda 17 miliardi di euro, adesso ThyssenKrupp sembra orientata alla vendita anche di un altro “gioiello” di famiglia, quello dell’acciaio. Sulla carta, la decisione non è ancora presa, ma i segnali sembrano portare tutti nella stessa direzione. Acciai speciali Terni è sul mercato. Anche se ancora vanno definite le formule attraverso le quali concludere l’affare: una vendita oppure una partnership.

Le sirene d’allarme suonano fra le righe del comunicato diffuso dall’azienda in cui si fa riferimento al fatto che “la necessità di ridefinire la strategia del gruppo, come annunciato dal nuovo Ceo Martina Merz, e le grandi sfide attuali imposte dal Covid19 che stanno minando i mercati globali, compreso quello dell’acciaio, hanno portato ThyssenKrupp ad avviare un percorso di profonda rifocalizzazione del proprio core business ed una conseguente riorganizzazione interna, che comporterà la ricerca di soluzioni nuove e più solide al di fuori di Tk o in partnership, per diverse società del gruppo ed impianti di produzione in diversi paesi, tra cui Acciai speciali Terni”.

L’azienda e gli scenari

Nella nota diffusa in serata da viale Brin si dice che “la nuova strategia prevede l’individuazione delle soluzioni migliori per ogni singola azienda, tra cui Ast, poiché ThyssenKrupp ritiene che al di fuori del proprio perimetro potrebbero esserci opzioni migliori, in grado di rilanciare queste diverse attività. Tutte le opzioni saranno valutate con la massima attenzione, avendo come obiettivo quello di garantire lo sviluppo e la crescita”.

“Per quanto riguarda Acciai speciali Terni, siamo certi che i continui miglioramenti e la rinnovata competitività che hanno caratterizzato gli ultimi anni continueranno ad essere l’elemento distintivo del nostro impegno per gli anni a venire”.

Ast dunque cerca acquirenti o partner e – seppure al momento non è possibile definire i contorni con chiarezza – è possibile delineare qualche possibile scenario che vedono al multinazionale in contatto con gruppi svedesi, cinesi e indiani che potrebbero entrare nella partita.

La lettera dell’ad Burelli

“Come avrete certamente saputo – scrive l’amministratore di Ast, Massimiiano Burelli - ThyssenKrupp ha deciso di avviare una nuova focalizzazione del proprio business, con la conseguente riorganizzazione interna, avviando al tempo stesso la ricerca di nuove soluzioni al di fuori di Tk o in partnership, per diverse società del gruppo, tra cui Acciai Speciali Terni”.

“La complicata situazione del mercato mondiale dell’acciaio, si è ulteriormente acutizzata con l’emergenza sanitaria e possiamo riassumerla in pochi dati: calo della produzione in Europa e Nord America pari al 30%, mentre in Italia la riduzione supera il 40 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una crisi economica per buona parte determinata da una pandemia senza precedenti, che i più qualificati economisti mondiali considerano peggiore di quella del 1929, passata alla storia come ‘la grande crisi’. Per quanto riguarda Ast, al momento abbiamo una sola certezza: verranno valutate tutte le opzioni capaci di garantire crescita e sviluppo a un’Azienda come la nostra, che negli ultimi anni ha dimostrato di essere competitiva sul mercato e in grado di migliorarsi costantemente, anno dopo anno”.

“Io – scrive Burelli - lavorando a contatto con voi, ho potuto apprezzare anche altro: lo spirito di squadra, la volontà di saper essere uniti e solidali, anche nei momenti difficili come quelli vissuti nelle ultime settimane. Non solo avete seguito tutte le regole comportamentali per tutelare la salute vostra e degli altri appartenenti alla comunità di Acciai Speciali Terni: lo avete fatto rivelando la capacità di essere un corpo unico che mira all’obiettivo con impegno e dedizione”.

“È per questo che, in attesa di conoscere le decisioni del nostro azionista, vi invito a fare tesoro di questi valori, della forza e della determinazione che avete sin qui dimostrato, consapevoli che l’Azienda sarà al vostro fianco per trovare la soluzione migliore per tutti noi”.

L’intervento della governatrice dell’Umbria

“Dal mio insediamento abbiamo avuto vari incontri sia con la dirigenza della Tk Ast sia con i sindacati per approfondire il ruolo di Ast nella multinazionale tedesca. Eravamo a conoscenza da un lato delle difficoltà internazionali che riguardano il settore dell’acciaio, difficoltà che sono esponenzialmente cresciute con il lockdown, dall’altro lato anche delle ottimizzazioni e delle buone performance economiche degli ultimi anni che hanno evidenziato le potenzialità del sito ternano”.

“La Regione – scrive la governatrice dell’Umbria, Donatella Tesei - in merito alla volontà che ci è stata comunicata di voler cedere o ricercare un partner per Ast, è pronta a fare la propria parte per far sì che i livelli occupazionali vengano tutelati e che non vengano dispersi né le potenzialità future né il valore che l’Ast ha sempre avuto per l’Umbria e l’Italia intera. Per tale motivo abbiamo intensificato le interlocuzioni con i vari attori e siamo pronti al dialogo ed a supportare un piano industriale in grado di valorizzare la produzione dell’acciaio umbro, anche con l’entrata di un investitore che possa dare nuovo slancio e investimenti ad un settore strategico per la nostra regione e come detto per tutto il Paese, motivo per cui ogni evoluzione andrà seguita e valutata di concerto con le istituzioni statali”.

Il sindaco di Terni

“Le decisioni di oggi di ThyssenKrupp, sulla base delle notizie comunicate dall’azienda di viale Brin, sono molto preoccupanti perché mettono di nuovo in discussione le prospettive del sito industriale ternano, che di fatto viene posto sul mercato, senza alcuna effettiva garanzia sul suo futuro”.

“Le decisioni prese in Germania - continua il sindaco di Terni, Leonardo Latini - vanno in altra direzione rispetto a un lungo percorso che ha fatto seguito all'accordo del 2014 e poi a quello sul piano industriale 2019-20 sottoscritto a Roma nel giugno 2019, sei mesi dopo la scadenza del precedente. Un accordo, quello del 2019, che abbiamo più volte monitorato grazie alla disponibilità della direzione locale dell'azienda e con le parti sociali e che - lo ricordiamo - prevedeva circa 60 milioni di euro di investimenti, il mantenimento dei livelli occupazionali e soprattutto confermava la strategicità del sito di Terni nel business di ThyssenKrupp. L’Ast venne inoltre definita in quell’occasione dal vicecapo di gabinetto, Giorgio Sorial, come un sito ‘che garantisce una produzione strategica per l’Italia’. Riteniamo necessario - conclude il sindaco Latini - che la nuova fase aperta da Thyssenkrupp con le decisioni di oggi debba essere gestita con la massima attenzione e determinazione ai più alti livelli nazionali ed europei, tenendo ben in evidenza la strategicità del sito di Terni, la sua lunghissima storia, le potenzialità del territorio e del nostro tessuto economico, le professionalità dei lavoratori diretti e dell’indotto. Da parte nostra siamo sempre stati e sempre saremo schierati con forza a tutela del sito produttivo e degli interessi della nostra città. Per questo abbiamo già avviato le interlocuzioni necessarie a livello istituzionale”.

La posizione dei sindacati

Le segreterie territoriali dei metalmeccanici di Terni credono che “avviare un processo di questa portata in una fase storica economica e condizionata dalla pandemia Covid 19 possa mettere in serio pericolo l’intero sito industriale con tutte le sue produzioni e i suoi livelli occupazionali”. Le organizzazioni sindacali chiedono “un’attenzione più incisiva sulle vicissitudini del sito ternano” in quanto “mai convinte fino in fondo delle strategie della multinazionale che avrebbero puntato al rilancio dopo la vendita del settore elevator”.

“Purtroppo nel tempo e nelle nostre esternazioni – scrivono i sindacati in una nota - siamo stati facili profeti in quanto le flebili speranze e le rassicurazioni vane pervenute da più parti che avevano forse convinto qualcuno, oggi invece si smascherano le vere intenzioni della ThyssenKrupp”.

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Le segreterie “ribadendo la strategicità del sito e delle sue produzione a livello territoriale, regionale e nazionale che l’emergenza sanitaria ha evidenziato ancora con più forza e come sottoscritto in sede ministeriale lo scorso settembre 2019” ritengono che sia “urgente che il dossier Ast Terni venga ripreso da tutti i tavoli istituzionali ai vari livelli. Nelle prossime ore come organizzazioni sindacali metalmeccaniche metteremo in campo tutte le azioni possibili per salvaguardare il futuro industriale e occupazionale”.

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