rotate-mobile
Economia

Meno imprese, scendono gli occupati: “Così prosegue la fase di indebolimento dell’economia ternana”

L’analisi dell’osservatorio della prefettura: seimila persone in cerca di lavoro, soprattutto nella popolazione femminile. Dati positivi solo dal comparto del turismo: la situazione e i dettagli

“Nel primo semestre 2023, prosegue la fase di indebolimento dell’economia ternana” che “si riflette sostanzialmente su quasi tutti gli indicatori esaminati. Il numero delle imprese attive iscritte nei registri camerali continua a scendere a un tasso sempre più alto dal primo semestre 2022. La flessione riguarda in particolare i settori della manifattura, dell’agricoltura e delle costruzioni. Perdono vigore anche gli scambi con l’estero (…). Rispetto al primo semestre 2022, gli occupati nel complesso diminuiscono, con una flessione che riguarda soltanto la componente femminile”. Le uniche “indicazioni positive” rilevate dall’analisi dell’osservatorio dell’economia ternana istituito presso la prefettura “provengono dal settore del turismo che registra un aumento sia degli arrivi che delle presenze, grazie soprattutto ai clienti stranieri”.

Basterebbe questa introduzione al dossier redatto da Palazzo Bazzani per capire che l’allarme sulla situazione di imprese e lavoratori a Terni e provincia e tutt’altro che rosea. E analizzando i dati nel loro particolare, le “ferite” dell’economia ternana emergono in maniera ancora più chiara.

“Rispetto a giugno 2022 – spiega il rapporto - il numero delle imprese attive nella provincia di Terni registra un decremento superiore al complesso della regione, e al dato nazionale, entrambi negativi. In base ai dati del registro imprese della Camera di commercio dell’Umbria, nei primi due trimestri del 2023 il numero delle imprese attive è, rispettivamente, di 18.643 e 18.673 unità. Rispetto agli stessi periodi del 2022, il numero delle imprese si riduce, rispettivamente, di 262 e 348 unità (pari all’1,4 e all’1,8 per cento in ciascuno dei due periodi). La consistenza delle imprese si attesta al valore più basso registrato dal secondo trimestre 2020”. Nel dettaglio, nei due trimestri presi in esame, le imprese attive impegnate nelle attività della manifattura mostrano un decremento (variazione del -2,5 per cento nel primo trimestre e -2,8 per cento nel secondo), cosi come quelle delle attività agricole (-4,1 per cento e -4,3 per cento). In discesa anche le imprese attive nel settore delle costruzioni (-1,1 per cento e -1,6 per cento), del commercio (-1,9 per cento e -2,3 per cento) e quelle del trasporto e magazzinaggio (- 2,6 per cento in entrambi i trimestri). Tutti questi comparti insieme rappresentano circa il 70 per cento del totale.

“Si registra invece – specifica il dossier - una dinamica positiva tra quelle imprese che operano nelle attività di servizi di alloggio e ristorazione (+1,4 per cento e +0,5 per cento) e di altri servizi, orientati a famiglie e imprese: le attività come quelle immobiliari (+2,4 per cento e +1 per cento) finanziarie e assicurative (+0,4 per cento in entrambi i trimestri) quelle professionali, scientifiche e tecniche (+1 per cento in entrambi i trimestri), quelle di sanità e assistenza sociale (+3,1 per cento e +3 per cento) cosi come quelle del settore dell’istruzione (+4 per cento e +2 per cento rispettivamente nel primo e nel secondo trimestre)”.

In base alla rilevazione dei dati Istat sulle forze di lavoro, nel primo semestre 2023 il numero di occupati residenti nella provincia di Terni è pari a 83mila unità e segna una diminuzione dell’1,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022. Il numero di persone in cerca di occupazione ammonta a circa 6mila unità e diminuisce del 14,3 per cento rispetto al primo semestre 2022, “per effetto soprattutto della contrazione nella componente femminile. Tali andamenti comportano un calo della partecipazione al mercato del lavoro (-2,2 per cento delle forze di lavoro). In particolare, la variazione negativa del numero di occupati sembrerebbe ascrivibile a un evidente effetto sostituzione, attualmente presente sul territorio provinciale, tra uomini (in crescita del 2,1 per cento) e donne (in calo del 5,4 per cento)”. In pratica, le donne escono dal mercato del lavoro e vengono sostituite dagli uomini. Tanto è vero che “la riduzione delle donne occupate e di quelle in cerca di occupazione (-25 per cento) sottolinea la marcata differenza della partecipazione al lavoro nella provincia di Terni tra la componente maschile e quella femminile”.

Nei primi sei mesi del 2023 il tasso di occupazione della popolazione in età lavorativa (tra 15 e 64 anni) è pari al 61,2 per cento (-0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2022). Il tasso di disoccupazione è pari al 6,9 per cento, contro il 7,4 per cento del 2022. Per la componente femminile si riduce il tasso di occupazione di 2,1 punti percentuali e in misura ridotta anche il tasso di disoccupazione che passa da 9,6 per cento nel primo semestre 2022 all’ 8,6 per cento al primo semestre 2023. Tra il 1 semestre 2022 e il corrispondente periodo 2023 gli occupati rimangono stabili nell’agricoltura e aumentano nell’industria (+9,1 per cento), mentre diminuiscono nel settore dei servizi (-6,6 per cento). Il numero di occupati diminuisce soprattutto tra i lavoratori indipendenti (-4 per cento), ad eccezione del settore del commercio dove si registra una riduzione dei lavoratori dipendenti (-14,5 per cento) a favore di quelli autonomi (+7,6 per cento).

Come anticipato, la faccia positiva della medaglia è rappresentata dai dati del turismo: nel secondo semestre del 2023, gli arrivi e le presenze nelle strutture ricettive della provincia sono aumentati – rispettivamente - del 21,2 per cento e del 21,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022. Alla crescita della domanda turistica contribuisce principalmente l’andamento del movimento dei clienti stranieri che ha visto salire gli arrivi del 42,5 per cento e le presenze del 39,1 per cento. In crescita, anche se in misura minore, gli arrivi e le presenze degli italiani, rispettivamente +15,3 per cento e +14,5 per cento. Nel territorio amerino l’andamento positivo del flusso turistico risulta più accentuato rispetto al resto della regione, grazie soprattutto alla componente italiana.

In termini numerici, gli arrivi complessivi nel primo semestre 2023 nel Ternano sono stati 177.825 (poco più di 85mila nell’Orvietano, circa 76mila nel Ternano e circa 16mila nell’Amerino) mentre le presenze hanno superato quota 387mila (187mila nel Ternano, 165mila nell’Orvietano e 35mila nell’Amerino).

“L’andamento positivo degli arrivi negli esercizi ricettivi registrato nel primo semestre del 2023 – rileva infine l’Osservatorio - attesta per il fenomeno un valore leggermente superiore rispetto a quello pre-pandemia sia per la clientela italiana che per quella straniera”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Meno imprese, scendono gli occupati: “Così prosegue la fase di indebolimento dell’economia ternana”

TerniToday è in caricamento