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Economia

I conti in tasca ai ternani per auto, elettrodomestici e mobili: spesi quasi 5,5 milioni di euro a settimana

Più mobilità, soprattutto con l’usato, e meno telefonini: così le famiglie hanno investito in “beni durevoli”, i dati dell’Osservatorio Findomestic e il confronto con Perugia

Nel 2023 i ternani (Terni e provincia) hanno speso 286 milioni di euro in beni durevoli, l’8,7% in più rispetto al 2022. Il dato emerge dall’analisi dell’Osservatorio Findomestic secondo il quale l’Umbria è nella top 10 delle regioni italiane per crescita con un +8,9% di spesa. L’incremento regionale è dovuto soprattutto al comparto mobilità (auto) che fa da traino con l’usato. Risultati sopra la media nazionale anche su elettrodomestici e mobili.

L’analisi rileva che nel 2023 in Umbria sono stati spesi 1 miliardo e 175 milioni di euro in beni durevoli: un aumento dell’8,9% rispetto al 2022, in linea con la media nazionale, ma inferiore rispetto al 10,1% delle regioni del centro. Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Findomestic (Gruppo Bnp) in collaborazione con Prometeia, giunto quest’anno alla sua trentesima edizione, il risultato in Umbria è stato favorito dall’aumento della spesa media per famiglia, più alta rispetto al dato italiano, insieme ai consumi nel settore mobilità. Si mostrano resilienti alcuni comparti come elettrodomestici e mobili rispetto al calo registrato a livello nazionale.

In generale, le famiglie umbre si sono mostrate più decise negli investimenti in beni durevoli e nel 2023 hanno speso 225 euro in più per nucleo rispetto alla media nazionale. Sul piano provinciale, nella spesa media per famiglia si conferma una distanza tra Perugia e Terni, con il capoluogo che si posizionando al 42esimo posto nella graduatoria delle 107 province italiane (3.145 euro per famiglia) e Terni più indietro al 59esimo posto, con una spesa di 2.806 euro per nucleo.

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Nonostante il distacco con Perugia, Terni ha comunque registrato buoni risultati in quasi tutti i comparti, complice anche la crescita del reddito pro-capite (+6%) dei cittadini. Per le auto usate (+19,5% rispetto al 2022) sono stati spesi 85 milioni di euro, 19 in più rispetto alle nuove (66 milioni, il 16,4% in più rispetto all’anno prima). Accelerano anche le due ruote, con una crescita del 13,7% (un volume d’affari di 9 milioni). Nelle spese domestiche è il settore dei mobili a guidare i consumi, con 71 milioni di euro di spesa (+1,6%, 700 euro di media a famiglia). Un risultato migliore di quello del capoluogo (+1%) e delle media nazionale (+0,8%). Seguono gli elettrodomestici (21 milioni, +4,4%), anche qui con una crescita superiore alla media italiana che si attesta al 3%. Sono in territorio negativo l’elettronica di consumo (-29,8%, 5 milioni di spesa contro gli 8 del 2022), la telefonia (-3,5%, 21 milioni) e l’IT (-3,7%, 7 milioni).

La spesa delle famiglie perugine ha toccato 889 milioni di euro, l’8,9% in più rispetto all’anno precedente. Ogni famiglia ha speso in media 3.145 euro che sono stati indirizzati principalmente al comparto mobilità. Domina l’usato con un valore di spesa complessivo pari a 274 milioni (+20,4% sui 227 del ’22) che posiziona Perugia al 24esimo posto nella graduatoria di settore sulle 107 province italiane. Regge bene anche l’auto nuova con un incremento del 17,8% (197 milioni spesi contro 168 dell’anno precedente). Crescita analoga anche nel comparto motoveicoli, che registra 22 milioni di spesa totale (+17,8%). Nel mondo della casa acquisti più cauti, il segmento mobili è cresciuto dell’1% a fronte di una spesa di 227 milioni (contro i 225 del 2022) mentre per gli elettrodomestici i perugini hanno investito 64 milioni, tre in più rispetto all’anno precedente (+4,8%). Penalizzato invece il segmento dell’elettronica di consumo: qui è stato impiegato il 29,8% di risorse in meno, scendendo a una spesa complessiva di 20 milioni (nel 2022 erano 29). Lo stesso vale per la telefonia (61 milioni, -2,8%) e per l’information technology (24 milioni, -5,3%).

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“Al traino della crescita contribuiscono soprattutto i comparti legati alla mobilità - spiega Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic – con aumenti della spesa del 20,2%, per le auto usate (359 milioni di euro di spesa totale), uno dei mercati più dinamici rispetto alla media nazionale e all’area di riferimento. Più contenuta la crescita nel nuovo (+17,5%, 263 milioni) e nelle due ruote (+16,6%, 31 milioni). In crescita e migliore rispetto alla media nazionale pure la spesa per elettrodomestici di piccola e grande taglia (+4,7%, 85 milioni). Tengono anche i mobili (+1,1%, 299 milioni)”. In linea con il resto del Paese risultano invece in calo gli acquisti di telefonia (-3%), per elettronica di consumo (-30,2%) e information technology (-4,9%)”.

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