Eventi Orvieto

Orvieto saluta il Festival della Piana del Cavaliere: “Bilancio positivo, speriamo si torni presto alla normalità”

Soddisfazione degli organizzatori nella speranza di superare presto i limiti imposti dall’attuale situazione sanitaria: “Abbiamo regalato emozioni in tutti gli spettacoli”

Con il concerto dell’Orchestra Filarmonica Vittorio Calamani, diretta da Hossein Pishkar, si è chiusa al Teatro Mancinelli di Orvieto la quinta edizione del Festival della Piana del Cavaliere. Intenso il programma del concerto conclusivo, che ha portato in scena la sinfonia n.45 di Haydn e la sinfonia n. 2 di Beethoven. Con l’esecuzione della celeberrima Sinfonia degli addii di Haydn, l’orchestra è uscita lentamente dal palcoscenico lasciando il pubblico da solo in sala alla fine dell’ultimo movimento. “Gesto significativo – spiegano gli organizzatori - per esprimere la volontà di lasciarsi alle spalle un passato recente, in cui molti artisti si sono ritrovati a doversi esprimere senza il pubblico in sala”. La serata è iniziata con i ringraziamenti del presidente, Stefano Calamani ed un saluto al prossimo anno, “nella speranza che presto arrivi il momento in cui non sarà più necessario entrare in teatro indossando una mascherina e sedersi tra due posti vuoti e quindi il desiderio che si torni a far musica liberamente davanti a un pubblico non più timoroso di riempire una sala”.

La V edizione del Festival ha regalato alla città di Orvieto grandi emozioni anche in questo secondo week-end di eventi e un programma di altissima qualità artistica: venerdì 10 settembre gli archi dell’Orchestra Filarmonica Vittorio Calamani con Massimo Mercelli al flauto e la voce narrante di Guido Barbieri hanno accompagnato la seconda produzione inedita del Festival: “Storia di un Gesù”, racconto di coincidenze artistiche che hanno permesso a Pier Paolo Pasolini di incontrare colui che sarà il protagonista de Il Vangelo secondo Matteo.

Positivo il bilancio della manifestazione che ha registrato grande successo di pubblico anche sabato 11 settembre, quando i Virtuosi del Teatro alla Scala, gruppo cameristico di eccellenza mondiale, si sono esibiti nella cornice scenografica del sagrato del Duomo di Orvieto. L’edizione 2021 del Festival non ha deluso dunque le aspettative di una manifestazione che per la prima volta ha abbracciato un nuovo territorio, confermando e rafforzando la volontà di incoraggiare la cultura in tutte le sue sfaccettature artistiche e di concorrere allo sviluppo dello spettacolo dal vivo. “Una vera e propria mission – così la definiscono gli organizzatori - per un progetto nato con lo scopo di promuovere una cultura di qualità e il talento dei giovani artisti emergenti. Il Festival ha dimostrato un’importante crescita, grazie alla collaborazione con eccellenze artistiche che hanno contribuito alla qualità di tutti gli eventi in programma. Di qui il ringraziamento al principale sostenitore dell’evento, Aisico S.r.l., la realtà imprenditoriale che promuove la cultura, credendo nel suo valore formativo e di sviluppo”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Orvieto saluta il Festival della Piana del Cavaliere: “Bilancio positivo, speriamo si torni presto alla normalità”

TerniToday è in caricamento