Aeroporto di Perugia. Ripartono i voli ma il personale rischia il licenziamento

35 lavoratori del “San Francesco” in cassa integrazione. La denuncia della Uil: “Entro il 6 luglio vogliamo risposte, altrimenti portiamo la vicenda in tribunale”.

Solo qualche giorno fa era stata annunciata la “Fase 2” dell’aeroporto internazionale “San Francesco” di Perugia, con progressiva riapertura delle tratte per Catania, Londra e Bruxelles e un forte investimento da parte di Ryanair. Nella nota di S.A.S.E, società gestore della struttura nella quale figurano anche il Comune di Perugia, Regione Umbria, Confcommercio e Confindustria, si parla laconicamente di personale ridotto.

In realtà il dato relativo al personale farebbe riferimento a una situazione di grande crisi organizzativa, che coinvolge tutti i lavoratori messi in regime di cassa integrazione e per i quali non si prospettano settimane rassicuranti.

La Uil sul piede di guerra

A fare la voce grossa è Stefano Cecchetti della Uil - Perugia: “Abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo di crisi, ma non siamo stati ricevuti e ascoltati. Questo perché dalla Regione, che ha la quota capitale più elevata in S.A.S.E. attraverso Sviluppumbria, ci è stato detto che l’attuale consiglio di amministrazione è in scadenza, quindi nessuno prenderà provvedimenti prima di fine luglio”.

A quanto pare, la situazione prospettata da Cecchetti sarebbe estremamente critica e non avrebbe a che fare né con le competenze e/o responsabilità dei lavoratori che negli anni sono stati formati e specializzati, nemmeno con l'operatività complessiva dell’ hub perugino.

“L’aeroporto di Perugia – prosegue Cecchetti – aveva trovato una sua dimensione organizzativa e operativa nelle tratte turistiche nazionali e internazionali (Sardegna e Spagna) e in quella verso l’Albania che stavano generando un buon movimento in entrata e uscita. Ora che l’emergenza sanitaria è sotto controllo, l’organizzazione del lavoro nell’aeroporto non è ripartita e rischia di estinguersi del tutto. Sappiamo che è una questione economica, perché alcuni soci non vogliono più investire sulla struttura, ma anche politica e strategica perché siamo certi che la Regione rimanderà ogni decisione dopo il rinnovo del cda di S.A.S.E. secondo anche le valutazioni sull’utilità per l’Umbria di questo aeroporto”.

Lavoratori a rischio licenziamento

Gli addetti ai lavori dell’aeroporto San Francesco, attualmente prestano lavoro dalle due alle quattro ore al giorno per garantire il servizio operativo minimo alla struttura perugina. Ma l’orizzonte non è né nitido né rassicurante, perché a detta del direttore dell’aeroporto, le finanze a disposizione si stanno esaurendo e l’ombra del licenziamento incombe. “Nei prossimi giorni ci sarà già un primo pronunciamento di ENAC che farà luce sulle modalità di gestione dell’aeroporto – conclude Cecchetti -Noi, intanto, abbiamo dichiarato a S.A.S.E. che entro il prossimo 6 luglio pretendiamo risposte chiare circa il futuro dei lavoratori del “San Francesco”, altrimenti dovremo rivolgerci alla giustizia. Le famiglie non possono davvero più attendere”.

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