A1, tredici morti in cinque anni. Squarta: serve la terza corsia

Dopo gli incidenti di mercoledì, la proposta del consigliere regionale di Fratelli d’Italia: dobbiamo garantire altissimi standard di sicurezza alla ‘colonna vertebrale’ d’Italia

L'incidente di mercoledì 29 agosto

Tredici incidenti stradali mortali sul tratto autostradale umbro dell’A1 negli ultimi cinque anni dal 2013 al 2017. Numeri ai quali, purtroppo, si aggiungono le ultime tre vittime di mercoledì. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Marco Squarta, propone di “valutare l’ipotesi della realizzazione di una terza corsia”.

Il dettaglio delle vittime è drammatico: 2 morti nel 2013, 4 morti nel 2015, 3 morti nel 2016, 4 morti nel 2017 e 3 morti nel 2018 ancora in corso.

“La tratta umbra da Attigliano a Fabro - spiega il portavoce dell’opposizione del centrodestra - attraversa la nostra regione per circa 60 chilometri e deve essere caratterizzata da altissimi standard di sicurezza che devono contenere il numero delle vittime. La realizzazione della terza corsia garantirebbe il completo assorbimento del traffico di migliaia di auto che transitano ogni ora lungo la colonna vertebrale dell’Italia. Il volume di traffico negli anni continuerà ad aumentare perciò si deve pensare al modo migliore per garantire la sicurezza e limitare il numero dei sinistri. Anche la Regione si attivi in tal senso per mettere in atto ogni pratica volta a risolvere il problema”.

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Squarta propone inoltre di “effettuare al più presto sopralluoghi lungo i cavalcavia dell’autostrada ripristinando la corsia di emergenza nell’unico segmento in cui sono presenti tre corsie” ossia lungo il cosiddetto “arrampicamento” che va dal km 437 al km 432 in direzione nord dove mercoledì è avvenuto il drammatico incidente. “In caso di incidenti e traffico congestionato - prosegue Squarta - i mezzi di soccorso come i vigili del fuoco, la polizia e le ambulanze non hanno lo spazio sufficiente per intervenire e rimangono intrappolati nel serpentone di auto in coda. Si potrebbe ricavare spazio mediante l’allargamento della carreggiata”.

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