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Centro multimediale, la manutenzione a Terni Reti per tentare il rilancio. Minoranze: “Costi esagerati per i sei mesi previsti”

La delibera, all’ordine del giorno del consiglio comunale è passata con venti voti favorevoli, un astenuto e dodici contrari

foto di repertorio

Il rilancio del centro multimediale all’ordine del giorno del consiglio comunale. Per tentare tale impresa, dopo anni di impasse e criticità, l’amministrazione comunale indica il passo intermedio da compiere, ossia affidare alla società Terni Reti i servizi di facility management. Il dibattito - come di consueto - è stato acceso e colorito, tra i banchi virtuali dell’assise.

Il capogruppo di Terni Civica Michele Rossi, particolarmente attivo su questo tema, spiega: “Il centro multimediale è uno dei più grossi fallimenti delle precedenti amministrazioni. Ha accumulato debiti ed altissimi costi di gestione. I teatri di posa potrebbero essere realmente utilizzati, soprattutto in questo periodo pandemico, poiché le produzioni cinematografiche prediligono riprese interne. Sarebbe opportuno affittare gli spazi a prezzi concorrenziali, oppure trovare un soggetto capace di promuoverli”. Dalla maggioranza Maurizio Cecconelli (Fratelli d’Italia) aggiunge: “Siamo tutti d’accordo nell’affermare che la gestione, degli ultimi anni, è stata carente. Ora il fatto di affidare la manutenzione a Terni Reti è la più logica. Non capisco l’alternativa. La gestione interna è un’ipotesi irrealizzabile”

Dall’opposizione però Luca Simonetti (Movimento Cinque Stelle) non ci sta e contrattacca: “Pretendere che le minoranze si mettano a valutare le alternative è una presa in giro, dopo la beffa. Ci presentate un pacchetto senza alcun tipo di valutazione da poter fare. Andiamo a cambiare il custode del cimitero. Le gestioni precedenti sono state pessime e lo sappiamo tutti. Non c’è alcuna volontà politica di rilanciare il videocentro”. Si accoda Alessandro Gentiletti di Senso Civico: “La maggioranza non valuta nel merito. Questa delibera appare assolutamente inutile, ai fini del rilancio. Serve per dare dei soldi a Terni Reti che la dovrà manutenere. Vi saranno notevoli esborsi economici per un periodo di sei mesi. Non ci vedo progettualità e innovazione”.

Il capogruppo Paolo Angeletti, annunciando la propria astensione, afferma: “L’amministrazione sta cercando di risolvere un problema oggettivo di quei locali”. Dal gruppo consiliare di Uniti per Terni arriva l’alt di Valdimiro Orsini: “Non c’è stata la possibilità di confronto sulle diverse proposte. Si parla di emergenza, mai di confronto. Non lo vedo un buon affare poiché Terni Reti non ha personale adeguato, si rivolgerà all’esterno e nominerà un nuovo consulente. Così il comune paga la manutenzione e l’esternalizzazione del servizio”.

Sull’argomento il parere di Federico Brizi (Lega): “I discorsi della minoranza appaiono ondivaghi. La natura dell’atto fotografa la cattiva manutenzione dell’immobile. Si cerca di mettere mano ad una situazione per risolverla, ovvero rendere fruibili quegli spazi. Giudico positivo l’intervento prospettato. Ci confronteremo sulle linee strategiche da adottare per il rilancio.” Anche Doriana Musacchi (Misto) plaude all’iniziativa: “Fare manutenzione per evitare il logoramento, in un periodo di sei mesi comunque contingentato, è sicuramente un aspetto positivo”.

Il consigliere Emanuele Fiorini (Misto) indica altre priorità: “Questa amministrazione trova soldi e tempo per manutenzioni, grandi opere. Non ci sono però, come sottolineato dallo stesso sindaco che ha fatto due appelli al presidente Conte. Ogni cosa va fatta nel modo più opportuno e giusto. Credo che sia necessario ora destinare aiuti a commercianti, partite iva, artigiani”. Infine Francesco Filipponi sui costi: “L’amministrazione attuale è in carica da due anni e mezzo, quindi basta utilizzare il solito ritornello che evoca il passato. In un periodo così critico verranno destinati circa 160 mila euro in termini di risorse, di questi circa 40 di plafond aggiuntivo, per una manutenzione dalla durata di appena sei mesi”.  

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