Sabato, 31 Luglio 2021
Politica Centro

“Consigliere? No, io sono una consigliera?”. E scoppia la bagarre in consiglio comunale

Pococacio (M5s) critica il presidente Maggiora: “Voglio essere chiamata al femminile, altrimenti ti chiamo presidentessa”. Gentiletti: “Segnaliamo al prefetto”

Bagarre in consiglio comunale lunedì pomeriggio. Diversi gli argomenti affrontati nella seduta online, dai finanziamenti alle scuole d’infanzia fino al futuro dell’aviosuperficie. E uno dei momenti di maggiore discussione è stato quello in cui si è parlato, animatamente, dell’appellativo formale con cui la presidenza del consiglio comunale ha chiamato la consigliera Valentina Pococacio. In quel momento a guidare il consiglio era presente il vicepresidente Devid Maggiora della Lega, il quale ha dato la parola a Valentina Pococacio del Movimento Cinque Stelle, appellandola come “consigliere”.

“Grazie presidentessa”, ha replicato la Pococacio, suscitando poi la curiosità degli altri consiglieri. In prima battuta si è pensato a un errore, poi si è capito che era volontà della stessa rimarcare questo aspetto. “Ho sempre chiesto di essere chiamata al femminile - ha spiegato la Pococacio al termine del consiglio - più e più volte. Può sembrare una questione di lana caprina, me ne rendo conto. Prima di fare politica io stessa non ci avrei dato peso. Nel tempo, in ambito politico, ho spesso notato come ai miei colleghi fossero sempre appellati come consiglieri, io invece  come signora o signorina. Non di rado qualcuno ha dato per scontato che io fossi la segretaria. Accade perché non c'è abitudine a pensare  a certi ruoli al femminile, ci si aspetta un uomo. Ecco, allora è il caso che questa abitudine cambi così che ogni bambino o bambina riesca con facilità ad immaginarsi nel ruolo che vuole senza dare per scontato che sia da uomo o da donna”. 

Maggiora ha replicato sostenendo di non aver offeso nessuno e che si è attenuto al regolamento. Intanto però gli animi si sono accesi, con gli interventi di diversi consiglieri. Tra questi anche Alessandro Gentiletti, esponente di Senso civico: “Il presidente deve portare rispetto, la consigliera Pococacio ha più volte chiesto di essere chiamata al femminile. Non è una questione da poco o da prendere sottogamba, anzi, sono pronto a segnalarla alla prefettura”. “Se alcune donne della destra accettano di essere appellate col sostantivo maschile in consiglio comunale - ha scritto poi Gentiletti su Facebook - per me non è un problema. Ma se altre, giustamente,  richiamano il rispetto della lingua italiana e chiedono di essere chiamate al femminile,  vanno rispettate. Nessuno può permettersi di deriderle o banalizzare la rivendicazione,  tanto più se chiesta con eleganza e simpatia, come ha fatto ieri la consigliera Valentina Pococacio. Grazie a lei, per la fermezza e determinazione, con la quale ogni giorno difende il ruolo delle donne nelle istituzioni. Una destra a corto di argomenti, che toglie i soldi alle lavoratrici dei servizi educativi pubblici e alle bambine e ai bambini ternani per darli ai servizi privati, ha dato ieri l'ennesimo spettacolo e show di cattivo gusto, di cui nessuno di noi sentiva il bisogno”.

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