Il sindaco agli “innovatori”: un conto è immaginare progetti e soluzioni, un altro è metterli in pratica

Lettera di Leonardo Latini ai firmatari di un manifesto per la rinascita di Terni: “Apprezziamo l’intenzione e la volontà di offrire un contributo all’ideazione e alla realizzazione di un’idea di città, ma non siamo naufraghi stremati: serve rispetto”

“Un conto è immaginare progetti e soluzioni, un altro è metterli in pratica”. Una settimana fa è stato reso pubblico il manifesto sottoscritto dalla “coalizione degli innovatori”, il gruppo messo assieme da Luca Diotallevi e che raccoglie esponenti del mondo imprenditoriale, politico, sportivo e intellettuale di Terni, firmatari di un manifesto per la rinascita della città.

Oggi arriva la risposta del sindaco di Terni, Leonardo Latini. Che si dice “d’accordo” sul fatto che “serviranno idee nuove, fuori dai vecchi schemi e frutto di elaborazioni aggiornate della realtà attuale”, in modo particolare “in una fase come quella che stiamo vivendo”. Latini scrive dunque che “senza dubbio da valutare positivamente l’intenzione e la volontà di offrire un contributo all’ideazione e alla realizzazione di un’idea di città, specie in una fase come quella che stiamo vivendo” e che è doveroso, da parte di chi amministra Terni, essere disponibile al dialogo, a maggior ragione poi quando chi chiede apertura e confronto appare animato da passione civile e da disponibilità nel mettersi in gioco per la propria comunità”.

A questo punto dello scritto, il sindaco però pare cambiare tono e marcia. E ringraziando “per i contributi d’idee”, rilevando che alcune di queste “ricorrono da anni in vari programmi elettorali” e sottolineando la necessità di “uscire dal bieco e abusato (da taluni) schema della contrapposizione amico-nemico, specchio di un confronto ideologico che la storia c’insegna essere in buona parte superato”.

Per questo, rimarca anzitutto che l’attuale amministrazione non è un insieme di “naufraghi stremati” come invece emerge dal manifesto. E poi chiede “un rispetto reciproco, soprattutto nei confronti di chi come noi ha ottenuto democraticamente la fiducia dei cittadini e fa parte di una coalizione che continua ad ottenerla in tutti gli appuntamenti elettorali che si sono susseguiti in questi due anni”. Solo così, dice Latini, “si possono iniziare una discussione e un confronto su basi solide, senza mai dimenticare che un conto è immaginare progetti e soluzioni, un altro è metterli in pratica”.

“Per questo, per confrontarsi, occorre tener presenti non solo i modelli, ma anche le difficoltà dei percorsi amministrativi; non solo teorizzare, ma valutare cosa significhi il rapporto costante con le istanze dei cittadini, con le insidie delle procedure burocratiche”.

Rimarcato dunque il progetto della sua giunta che punta a trasformare Terni da “una città fiaccata, demoralizzata, smarrita, paralizzata” ad una realtà “verde, intelligente e dinamica”, Latini “sfida” gli innovatori: “Si può fare meglio? Si può fare altro? Forse. E proprio per questo mi rivolgo agli ‘innovatori’ e a tutti i cittadini di buona volontà affinché facciano un passo avanti per sostenere lo sforzo di chi è stato chiamato democraticamente a guidare Palazzo Spada. Tutta la nostra amministrazione, direi tutto il nostro ente, che è il Comune, che è un bene comune della città, hanno bisogno non solo della vicinanza della Regione Umbria che finalmente oggi ci è davvero accanto, ma anche e soprattutto di sentire al proprio fianco la città, magari in maniera critica, ma costruttiva. In un clima di rispetto reciproco e di collaborazione. Sono convinto che ce la faremo, non solo a superare la nuova grande crisi indotta dalle conseguenze dell’epidemia, ma anche a realizzare gradualmente il progetto di cui siamo portatori, non in nome nostro ma di Terni”.

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