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Amelia al voto, la simulazione: chi vince e chi perde, ecco il "verdetto" delle urne

La stima di Youtrend dà Fratelli d’Italia in enorme crescita, nel centrodestra perdono Lega e Forza Italia ma la coalizione sarebbe comunque sopra al 50% dei consensi. Stabili cinquestelle, flessione del Pd rispetto alle Europee 2019

Se ad Amelia si votasse oggi, una eventuale coalizione di centrodestra composta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, supererebbe la soglia del 50% dei voti. Ma solo i numeri potrebbero definire con certezza la leadership. Visto che – rispetto alle Europee del 2019 – la Lega perde quasi il 14% dei consensi (da 38,1% a 24,2%) mentre il partito di Giorgia Meloni fa passi da gigante, dall’8% di due anni fa al 21,4% di oggi.

Così una simulazione elaborata dal sito Youtrend in collaborazione con Agi che ha declinato a livello locale le tendenze della politica nazionale. Non si tratta di un sondaggio – precisano da Youtrend – ma di una stima, che appare però piuttosto realistica e che se applicata alla città dalle mura poligonali che in ottobre andrà al voto per il rinnovo del consiglio comunale, lascia immaginare alcuni scenari non solo legati a vincitori e vinti, ma ad equilibri, candidature e mosse da mettere in campo.

Lista: Oggi (EUR, Differenza)

Lega: 24,2% (38,1%, -13,9%)

FDI: 21,4% (8%, +13,4%)

FI: 5,8% (6,9%, -1,1%)

M5S: 15,4% (15,5%, -0,1%)

PD: 18,4% (22,2%, -3,8%)

Altri CSX: 12,1% (6,5%, +5,6%)

Altri: 2% (2,8%, -0,8%)

Detto del potenziale 51,4% del centrodestra, il centrosinistra deve invece fare i conti con una rincorsa. Primo partito di una eventuale coalizione sarebbe comunque il Pd, che scivola però dal 22,2% del maggio 2019 (che non era già un risultato esaltante) al 18,4% che gli viene attribuito oggi (-3,8%). Movimento 5 Stelle senza scosse particolari visto che resta attorno al 15%: era il 15,5% nel 2019, oggi è il 15,4%. Chi cresce sono invece quei movimenti che orbitano nella galassia del centrosinistra e che, tutti assieme, vengono accreditati di un lusinghiero 12,1%, il 5,6% in più rispetto alle scorse Europee. Si arriva così ad un 45,9% che non basterebbe neanche se si riuscissero a intercettare gli “altri” che Youtrend piazza attorno al 2%.

I giochi sono fatti? Forse in parte sì, anche se poi un ruolo dominante nel voto amministrativo lo giocano le persone e i candidati e non solo il “simbolo” di partito.

Nomi e candidature che sono ancora tutte – o quasi – da definire. Nel centrodestra la riconferma del sindaco uscente, Laura Pernazza, appare abbastanza certa anche se poi, in fase di definizione delle liste e, soprattutto, nella composizione di una eventuale giunta, occorrerà tenere presente che il sindaco sarebbe espressione del terzo partito della coalizione.

A sinistra il nome invece non c’è. E ancora, almeno ufficialmente, neanche un accordo programmatico che dia i contorni ad una coalizione. Si parla dell’ex sindaco Fabrizio Bellini, che ora è però investito dell’incarico di segretario provinciale dem e non sembrerebbe troppo intenzionato a tentare la rincorsa a Palazzo Matteotti, soprattutto partendo così in svantaggio. Ai blocchi di partenza vorrebbe piazzarsi Piero Bernardini, segretario locale del Pd e già vicesindaco. Ma la sua potrebbe essere una corsa ad ostacoli più che uno sprint all’ultimo voto. Comporre allora un patto civico, magari con Marco Rubini, che ha già da tempo manifestato la sua disponibilità ad una possibile candidatura, senza che il suo appello abbia però riscosso entusiasmi ufficiali?

Si vota ad ottobre: c’è in mezzo una stagione.

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