rotate-mobile
Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Politica

Dopo le Amministrative, la sconfitta del centrodestra. Ronconi: “I moderati sono in fuga: molti sfiduciati hanno deciso di non votare”

L’analisi: “Solo due anni fa il centrodestra a trazione leghista trionfava in Umbria, ora il feeling è esaurito e l’unica soluzione, forse, è cambiare gli allenatori. Ma di certo non lo faranno”

Con questa analisi inizia la collaborazione con Perugiatoday.it e Ternitoday.it di Maurizio Ronconi, da sempre anima di un centro liberale-cattolico, più volte deputato e ultimamente tornato, come medico in pensione, nella task-force per la vaccinazione. Buona lettura.

**********************

maurizio ronconi-2Ci sarà modo e tempo per valutare i risultati elettorali nelle grandi città, ma quello che è avvenuto in Umbria in larga parte ripercorre quanto avvenuto a livello nazionale con qualche necessaria puntualizzazione in più. Solo due anni fa, il centrodestra a trazione leghista trionfava in Umbria che da regione rossa, anzi fortino rosso da sempre, con uno storico ribaltone diveniva tutta, o quasi tutta, leghista.

Sono passati 24 mesi e quello che è avvenuto non è più. E non è che il merito del controribaltone sia della attuale opposizione di sinistra perché in questi due anni è stata per di più affaccendata a riannodare i fili di una presenza politica, di una proposta che ancora, invero in larga parte manca. Il merito, per così dire, del tracollo è da assegnare tutto al centrodestra, alle sue incertezze, alla conflittualità esasperata, ad una incapacità di uscire dalla politica politicante fine a sé stessa invece di affrontare, capire e risolvere le pur numerose criticità dell’Umbria e dei suoi comuni.

In altre parole, un centrodestra che ai più è apparso ancora ebbro della grande vittoria di due anni fa ma per questo anche incapace di una seria e rigorosa proposta di governo. A livello regionale ed anche comunale. Quello di oggi in Umbria non è più il centro destra di 20 anni fa. Quello era uno schieramento prevalentemente liberale, post democristiano ed anche berlusconiano. Oggi è (era) leghista, sovranista, populista più che popolare. E questo ha dato i suoi frutti, è la madre dei rovesci di oggi. Non attira più i moderati che si sono rivolti ad un più rassicurante centrosinistra o, peggio, si sono astenuti.

Una giunta regionale chiusa in sé stessa e litigiosa, spesso anche al di là del politicamente consentito, ha offerto un esempio negativo anche alle amministrazioni di centrodestra dei comuni. Una conflittualità interna al centrodestra non per la difficile coesistenza di diverse linee ideali, ma per lo scontro tra protagonisti alla permanente ricerca della personale riconferma.

E poi la follia di due liste di centrodestra concorrenti a Città di Castello nella illusione che la contrapposizione, anche personale, potesse essere camuffata con un supplemento di democrazia e dunque con “primarie elettorali”.

A Spoleto, però, il colmo della improntitudine. Una parte del centrodestra fa cadere una giunta dello stesso colore immaginando poi di riconquistare il comune con una destra irrimediabilmente divisa, con il semplice ma approssimativo ed illusorio maquillage di un candidato sindaco che di destra non è mai stato, anzi, sottolineando così ancora di più il tentativo furbesco che però non ha fatto rima con serietà.

Ora, per il centrodestra la situazione se non irrimediabile è assai grave perché la scintilla, il feeling con gli umbri di due anni fa è esaurito e l’unica soluzione, forse, è cambiare gli allenatori. Ma di certo non lo faranno.

*medico, già deputato dell’Udc | Editorialista

Gallery

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dopo le Amministrative, la sconfitta del centrodestra. Ronconi: “I moderati sono in fuga: molti sfiduciati hanno deciso di non votare”

TerniToday è in caricamento