Elezioni a Terni, gli scenari del voto post Emilia Romagna e Calabria: “Stati generali ultimo treno”

Il consigliere regionale del Movimento cinque stelle Thomas De Luca analizza il voto: “La matematica non può essere più un'opinione”

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Una disamina su quanto accaduto al termine della tornata elettorale che ha interessato due regioni della nostra penisola. Il consigliere regionale Thomas De Luca traccia un bilancio di quanto accaduto ed evidenzia le ripercussioni anche in ottica Umbria. Come è noto il prossimo 8 marzo si terranno le elezioni suppletive e sarà il primo banco di prova del 2020 per tutti a livello di politica locale. 

“In Emilia Romagna e in Calabria con molta probabilità non ci sarà neanche un eletto del Movimento cinque stelle. È chiaro che il risultato umbro del 27 ottobre, il 7,4%, assume eufemisticamente oggi i tratti di un trionfo, di una conquista. Una sonora lezione per tutti coloro che il giorno dopo le elezioni hanno pensato di banchettare, sulla pelle degli umbri per aprire crociate interne, spaccature, seminare zizzania. Per giunta facendolo solo per misere ambizioni personali insoddisfatte.

Onore e tutto il rispetto a chi ci ha messo la faccia in questa tornata elettorale. I cittadini non capiscono più chi siamo – afferma De Luca - non riconoscono più al M5s né il ruolo di forza di governo né quello di opposizione. Questo è un dato di fatto con cui dobbiamo fare i conti.

La matematica non può essere più un'opinione. Nessuna regione può essere governata nel quadro di riferimento attuale da una sola lista. Molise e Sicilia insegnano. I comuni governati dal M5s sono una percentuale irrilevante. Con un irripetibile 33% a livello nazionale senza alcuna alleanza post-elettorale, da solo non puoi governare. L'esperienza è chiara.

Scelte improcrastinabili per il futuro

Assodati questi fatti ci troviamo di fronte a delle scelte ormai improcrastinabili: strutturarci come forza esclusivamente di opposizione stabile al 5-10%; optare per un'alleanza sui programmi ridiscussa in ogni livello territoriale (doppio forno con cds o csx in base alle realtà territoriali); optare per un'alleanza strutturale con una sinistra ripulita dal marcio in ogni livello istituzionale; non scegliere e quindi scomparire.

Gli Stati generali sono il nostro ultimo treno – chiosa il consigliere regionale - O si cresce o si crepa”.

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