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“Inaccettabile morire per lavorare e inaccettabile questo stato di assuefazione: tutto viene liquidato come notizia di cronaca ordinaria”

Intervento di Cgil, Cisl e Uil di Terni dopo l’incidente costato la vita ad un operaio a San Gemini: serve uno sforzo al fine di interrompere questa piaga che rappresenta una sconfitta per tutti noi.

Riceviamo e pubblichiamo una nota diffusa da Cgil, Cisl e Uil di Terni dopo l’incidente mortale sul lavoro che si è verificato ieri a San Gemini e che è costato la vita ad un operaio.

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Ieri sul nostro territorio è avvenuta l’ennesima tragedia sul lavoro. È inaccettabile morire per lavorare, è ancor più inaccettabile questo stato di assuefazione rispetto a quanto ormai da tempo si sta determinando. Tutto viene liquidato come semplice notizia di cronaca ordinaria.

Cgil, Cisl e Uil di Terni rifiutano questo lassismo e questa disattenzione generale verso i temi del lavoro, rilegati sempre più spesso a marginali e secondari.

È palese lo stato di difficoltà che c’è nell’affrontare il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro e l’incapacità di tradurre in pratica quanto da tempo si afferma nelle dichiarazioni.

Più volte come Cgil, Cisl e Uil di Terni, purtroppo inascoltati, abbiamo chiesto di passare dalle parole ai fatti, attraverso un nuovo e diverso sistema di relazioni, capace di produrre leggi e protocolli per definire regole precise al fine di tutelare il lavoro ed i lavoratori.

Serve che tutti i soggetti interessati compiano questo sforzo al fine di interrompere questa piaga che rappresenta una sconfitta per tutti noi.

Rilanciare la contrattazione aziendale e territoriale, aumentare la partecipazione dei rappresentanti sindacali nei luoghi di lavoro, contrattare condizioni, orari e ritmi di lavoro: questi sarebbero atti concreti nella direzione di una maggiore sicurezza.

Serve con decisione regolamentare il sistema degli appalti e del mercato del lavoro; ambiti che in questi ultimi anni di crisi, in nome della competitività, hanno visto aumentare il precariato, aumentare la frammentazione del lavoro, indebolire diritti e salario, aumentare ritmi e prestazioni.

Pensiamo che il lavoro debba essere considerato un valore e non un costo. E se si considera il lavoro un valore, su quel valore si investa da subito ridando al lavoro la giusta dignità ed il giusto riconoscimento.

Investimenti tecnologici, miglioramenti impiantistici, formazione continua dei dipendenti, formazione nelle scuole rappresentano punti fondamentali non più derogabili per poter lavorare insieme in questa direzione.

La cultura della sicurezza va coltivata potenziando gli organi preposti ai controlli per metterli in condizione di prevenire, sensibilizzare ed affiancare aziende e lavoratori in questo percorso.

Cgil, Cisl e Uil di Terni ribadiscono l’impegno in questa direzione e chiedono anche agli altri soggetti, in primis le associazioni datoriali, di non sottrarsi ad una assunzione di responsabilità collettiva capace di dare risposte concrete su questo tema.

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