Indennità Covid alla polizia locale, Fratelli d’Italia ribatte alle critiche: polemiche strumentali da opposizione e sindacati

Terni, il gruppo consigliare risponde alla minoranza e ai dubbi delle organizzazioni dei lavoratori: “I soldi ci sono, nessun danno per gli altri dipendenti comunali. Si lamentano perché l’iniziativa non è venuta da loro”  

“È evidente cosa ci sia dietro le critiche: il fastidio di vedere delle sacrosante iniziative essere appannaggio di una parte politica avversa, circostanza che giustifica addirittura l’opposizione all’atto, che tutt’altro aspetto avrebbe invece assunto se fosse partita dalla parte politica che ora contesta”.

Il gruppo consigliare di Fratelli d’Italia ribatte alle critiche arrivate da alcune organizzazioni sindacali Cisl Fp e Cgil Fp e dalla minoranza del Comune di Terni (Senso civico, Pd, M5S e Terni immagina) all’atto approvato dal consiglio comunale che assegna agli agenti della polizia locale impegnati in servizi esterni durante il periodo dell’emergenza Covid una indennità di 10 euro al giorno.

“Le reazioni delle opposizioni e di una parte del mondo sindacale all’approvazione compatta da parte della maggioranza di centrodestra di un nostro atto di indirizzo con il quale viene riconosciuta nella misura massima l’indennità di servizio esterno in favore della polizia locale nel periodo di emergenza Covid 19 - dichiarano in una nota i consiglieri comunali di Frateli d’Italia - dimostrano come per alcune parti politiche gli interessi pubblici non abbiano un valore in sé, ma assumano un diverso significato secondo il partito o il gruppo che se ne fa portatore”.

L’atto prevede che l’indennità prevista per gli agenti che svolgono servizio per strada venga riconosciuta, per il periodo di emergenza Covid19, nella misura massima di 10 euro giornalieri prevista dalla contrattazione collettiva nazionale. Il provvedimento “deroga” l’articolo 28 del contratto integrativo decentrato del Comune di Terni, che assegna questo importo solo nei giorni festivi e nelle ore notturne.

“Si tratta di un atto dovuto – dice Fd’I - seppur di minimo impatto da un punto di vista economico, nei confronti degli agenti della polizia, che durante tutto il periodo dell’emergenza hanno svolto lavoro all’aperto esponendosi quotidianamente al rischio contagio”.

Un atto che secondo i rappresentanti di Fratelli d’Italia avrebbe invece dovuto trovare “il plauso generale” piuttosto che “critiche e prese di distanza da parte delle minoranze” che “ponendo il problema di dove dovrebbero essere reperite le risorse, temendo che possa essere intaccato il fondo di produttività, in danno quindi degli altri dipendenti comunali” hanno “voluto creare subito una competizione tra dipendenti che non era né scopo né può essere conseguenza dell’atto approvato. Le risorse previste per l’indennità in oggetto, a favore della polizia locale – dice Fd’I - sono infatti già stanziate e non risultano essere state interamente utilizzate, soprattutto nel periodo di emergenza. Quindi, fino alla capienza delle risorse nessuna influenza ciò può avere su quelle destinate a tutto il personale dipendente. D’altronde si sta parlando di un istituto, quello dell’indennità di servizio esterno, previsto solamente per la polizia locale; niente esclude che analoghi istituti, se esistenti, possano essere attivati per altre categorie di dipendenti pubblici”.

“Ma ciò che più lascia interdetti sono le critiche nel metodo, laddove minoranze e alcuni sindacati rivendicano l’esclusività della materia alla sede di contrattazione sindacale. Come se la politica non potesse avere voce riguardo gli interessi dei lavoratori, come se domani ci dovessimo trovare ad affrontare le tematiche di dipendenti il cui posto di lavoro è messo in discussione, almeno nelle sue modalità, e la politica e l’amministrazione dovessero fermarsi lasciando tutto alla trattativa sindacale. Che nessuno intende mettere in discussione e che ben può svolgere le proprie funzioni sia a monte che a valle di ogni iniziativa politica; come nel caso in oggetto, in cui la massima assise cittadina ha dato il proprio indirizzo, dovendo poi essere demandata ad altra sede l’attuazione di quello che legittimamente la politica ha chiesto”.

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“La vera cartina di tornasole delle critiche delle opposizioni - concludono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia - si ha quando contestano l’iniziativa di un gruppo politico, in questo caso Fratelli d’Italia, perché volta esclusivamente a cercare il consenso della categoria tutelata. Come se quello fosse il fine, e forse così è per chi avanza certe critiche, e non eventualmente una mera conseguenza, derivante dal venire incontro alle esigenze dei cittadini affinché i diritti, di ogni categoria, siano adeguatamente tutelati in tutte le sedi”.

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